«Bus autostradali, no ai tagli delle corse»
Pendolari bergamaschi sul piede di guerra

Dal 6 aprile scatta la riorganizzazione della linea Z 301. La delegata alla Mobilità milanese: saranno potenziate le corse verso le linee di interscambio. Lettera di protesta da un pendolare: corse ridotte nella fascia di maggior utilizzo, perché ci si accanisce contro di noi?

«Bus autostradali, no ai tagli delle corse» Pendolari bergamaschi sul piede di guerra

La riorganizzazione si è resa necessaria a causa della riduzione del 3% delle risorse da parte di Stato e Regione Lombardia per i servizi sul trasporto pubblico locale, si legge in una nota della Città metropolitana di Milano. «Nonostante i tagli e grazie al supporto dei tecnici dell’Ente e all’azienda di trasporto Net, la Città metropolitana è riuscita a presentare oggi una proposta per evitare il taglio drastico delle corse – afferma Arianna Censi, consigliera della Città metropolitana delegata al Trasporto pubblico e mobilità - attraverso una razionalizzazione dei percorsi che ha permesso di diminuire i chilometri di percorrenza. Si sono potenziate, cioè, le corse verso le linee d’interscambio, in particolar modo quello verso la metropolitana MM1/Fs di Sesto San Giovanni. Oggi si possono modificare in meglio le abitudini delle persone se il trasporto pubblico locale si presenta come efficiente, conveniente e affidabile». Il progetto, al via sperimentale dal prossimo 6 aprile, prevede un aumento delle corse- una ogni 10 minuti invece degli attuali 25- verso la fermata della MM1 Sesto FS.

Contestualmente vengono cancellate le corse verso la fermata Cairoli, nel cuore di Milano. Per garantire chi dovrà raggiungere l’asse Certosa-Sempione vengono mantenute 6 corse in andata e ritorno giornaliere (3 al mattino e 3 al pomeriggio) per Milano p.le Laghi-Lampugnano.

«I tecnici hanno preparato un’ottima proposta, ora va verificata sul campo la soddisfazione dei cittadini e la convenienza tariffaria», è la dichiarazione dell’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Dalmine Corrado Negrini riportata nella nota diffusa dalla Città metropolitana di Milano. «Aumentano le corse, quindi si è garantito un buon servizio anche se temiamo ricadute sulla grandi aziende della zona, ha invece affermato l’assessore alla Mobilità del Comune di Agrate Brianza, Margherita Brambilla.

Ma dai pendolari bergamaschi arrivano critiche: «Da un incontro tenutosi tra Milano Città Metropolitana – si legge in una lettera del 13 marzo alla redazione – i sindaci di alcuni comuni e responsabili di aziende site sia a Milano che nei comuni limitrofi situati nella zona nord est, sono stati comunicati i tagli alle corse del bus in oggetto. Da un mese circa gli utenti erano venuti in possesso della notizia che la Provincia causa motivi economici avrebbe modificato sia il percorso che eliminato alcune corse. Un primo incontro, avvenuto una settimana fa tra gli stessi interlocutori, tranne i sindaci, aveva fatto sperare che entrambe le decisioni sarebbero state prese tenendo conto dell’enorme disagio che sarebbe ricaduto sui pendolari».

«Oggi purtroppo – prosegue – dopo aver appreso dal responsabile della mobilità di una delle aziende che sono coinvolte pesantemente da questa azione che le corse saranno ridotte nella fascia di maggiore utilizzo a 4 al mattino e 3 nel pomeriggio siamo rimasti a dir poco senza parole. Sono uno degli utenti e parlo a nome dei colleghi e compagni di viaggio esprimendo la rabbia, la delusione, l’impotenza e la voglia di ribellione che credo alberghino in ognuno di noi in questo momento».

«Perché ci si accanisce in modo così evidente contro onesti lavoratori che pagano le tasse e il biglietto quotidianamente per recarsi sul luogo di lavoro e chiedono solo di poterlo fare serenamente in modo da lavorare in maniera tranquilla ed utile per l’azienda e dare il proprio contributo alla collettività mantenendo un comportamento equilibrato? Ci sono, credo, già sufficienti motivi di preoccupazione nella vita di ognuna di queste persone che hanno l’unico privilegio di aver mantenuto per ora un posto di lavoro e non si meritano di aggiungere alle difficoltà quotidiane anche la complicazione relativa al trasferimento da casa all’ufficio e ritorno».

«Senza tenere in considerazione il tema dell’inquinamento, del traffico e dell’imminente apertura dei battenti di un evento straordinario come Expo che sicuramente andrà a rendere tutto ancora più complesso per i prossimi mesi. Se queste sono le risposte positive che dovrebbero aiutare il lavoratore onesto e migliorare l’immagine delle nostre città e del Paese intero non oso pensare a quelle negative. Deve diventare una vera e propria guerra tra poveri anche il viaggio per andare a svolgere il proprio dovere?».

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