Martedì 04 Marzo 2014

Bus Sab, prosegue la mobilitazione

I sindacati: «Stop agli straordinari»

Con la ripresa delle lezioni scolastiche, mercoledì, dopo le vacanze di Carnevale, la reale portata della carenza di personale nell’azienda di trasporto pubblico Sab sarà chiara più che mai: continua, infatti, lo stato di agitazione, avviato il 21 febbraio, con la sospensione del lavoro straordinario degli autisti. Dopo ore di discussione, infatti, anche l’incontro di giovedì 27 febbraio tra sindacati e direzione si è chiuso senza un accordo. Lo scrivono i sindacati.

Al centro della protesta, tre questioni principali: “In primo luogo la necessità di affrontare in tempi brevi una grave carenza di personale che compromette il servizio per i cittadini di Bergamo e provincia - spiegano le sigle sindacali di categoria FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, UGL TRASPORTI e FAST -. In secondo luogo chiediamo chiarimenti sul futuro aziendale al fine di consentire di affrontare nel modo migliore l’appuntamento delle gare per l’affidamento del servizio. Infine, lo stato di agitazione è stato proclamato contro le continue decisioni unilaterali dell’azienda in merito ai trasferimenti, nonostante la disponibilità delle RSU a trovare accordi di maggior tutela dei lavoratori e di garanzia del servizio. Ancora una volta siamo di fronte ad un’azienda che, nonostante le numerose proposte sindacali per costruire condizioni migliori per l’avvio di una trattativa seria, dice no a tutto, rifiutando nei fatti la possibilità di continuare a trattare. Alle parole non seguono mai i fatti”.

Il 17 dicembre scorso - spiegano i sindacati - un’intesa di massima era stata raggiunta tra le parti, RSU comprese, sulla proroga dell’Accordo integrativo aziendale 2013. Con l’intesa si prorogava di due mesi anche il periodo di trattativa. “Continueremo la nostra mobilitazione con lo scopo di ottenere un tavolo che risolva le questioni poste e metta l’azienda nelle condizioni di affrontare gli impegni futuri. Di fronte a SAB che non mostra alcuna disponibilità, non abbiamo alternative se non proseguire le procedure di raffreddamento garantendo unicamente il servizio programmato, in attesa del prossimo incontro e pronti a procedere verso lo sciopero se l’azienda ostinatamente continuerà sulla strada della chiusura. Da troppo tempo manifestiamo problemi che non vengono ascoltati o nel migliore dei casi rimandati all’infinito. Non siamo più disponibili a lavorare in una condizione di emergenza quotidiana, nell’incertezza sul futuro e con una dirigenza aziendale che ancora una volta non vuole avviare una trattativa seria”.

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