Cene è un paese sotto choc
Ex calciatore, tipo riservato

L’omicidio di Madalina ha profondamente colpito tutti a Cene: innanzitutto gli abitanti delle case circostanti il luogo dell’omicidio, ma anche la gente in paese, ancora incredula. Molti a Cene ricordano Isaia Schena e tutti ne tratteggiano un ricordo sostanzialmente normale.

L’omicidio di Madalina ha profondamente colpito tutti a Cene: innanzitutto gli abitanti delle case circostanti il luogo dell’omicidio, ma anche la gente in paese, ancora incredula.

Molti a Cene ricordano Isaia Schena e tutti ne tratteggiano un ricordo sostanzialmente normale.

Impegnato come autista di mezzi pesanti all’«Autogas Orobica Spa» di Gorlago, diviso fra il lavoro, la vita domestica con mamma Anna e gli animali custoditi nell’appezzamento sul monte Bue, a pochi passi da quella che fino a vent’anni fa era la cascina di famiglia.

Da qualche anno era rimasta solo la baracca «maledetta», teatro dell’omicidio. Nessun ricordo particolare, niente da segnalare nemmeno per la polizia locale, con la quale non risulta abbia mai avuto fastidi.

Qualche campanello d’allarme, anche in famiglia, si era attivato nell’estate dello scorso anno, dopo il noto episodio che l’aveva visto condannato a tre anni. Isaia saliva spesso sul monte Bue, senza intrattenersi troppo con i vicini o con altri residenti.

Schena per alcune stagioni aveva vestito la maglia del Circolo Fratellanza Rova fra i liberi del CSI. Ma, alla continuità del campionato, preferiva spesso i tornei estivi, con risultati lusinghieri. Era (anche a calcetto) il fantasista delle varie formazioni.

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