Chiusa l'inchiesta sugli ultras
Si chiederà il processo per 147

Il pm Pugliese ha chiuso l'inchiesta per associazione a delinquere che nel febbraio del 2011 aveva investito gli ultrà della Curva Nord e si appresta a chiedere il processo per 147 persone, 6 delle quali accusate di associazione per delinquere «finalizzata a compiere atti di guerriglia».

Il pm Carmen Pugliese ha chiuso l'inchiesta per associazione a delinquere che nel febbraio del 2011 aveva investito gli ultrà della Curva Nord e si appresta a chiedere il processo per 147 persone, sei delle quali accusate di associazione per delinquere «finalizzata a compiere atti di guerriglia» (accusa che il gip aveva bocciato al momento di emettere le misure cautelari).

Tra queste c'è il leader di curva Claudio «Bocia» Galimberti, che all'epoca aveva ricevuto il divieto di dimora a Bergamo. Tra gli indagati figurano anche l'ex assessore regionale leghista Daniele Belotti, a cui è contestato il concorso esterno nell'associazione (per l'accusa era il consigliere di Galimberti), e il sindaco leghista di Gandosso Alberto Maffi, che per l'accusa avrebbe fatto da sentinella durante gli scontri I fatti presi in considerazione dall'inchiesta coprono un periodo ampio, dal 2006 al 2011.

Tra questi ci sono gli scontri con gli ultrà del Catania del 23 settembre 2009 (55 sono gli indagati catanesi), i tafferugli con gli interisti del 13 dicembre 2009 e l'assalto alla Berghem Fest di Alzano dell'agosto 2010, quando sul palco c'era l'allora ministro dell'Interno Roberto Maroni.

A questi si è aggiunta anche l'aggressione a un tifoso juventino nel maggio scorso, mentre nel centro di Bergamo erano in corso i festeggiamenti per lo scudetto bianconero.

Due gli aggressori, secondo la Procura, uno dei quali sarebbe il capo ultrà Galimberti.

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