Venerdì 14 Febbraio 2014

Cinque anni e mezzo per usura

Condannato imprenditore di Zogno

Tribunale di Bergamo in via Bolfuro

Un imprenditore di Zogno, Giancarlo Bolis, è stato condannato per usura ed estorsione. Cinque anni e mezzo, 3 mila euro di multa, 5 mila euro di danni alla parte civile, è la pena inflittagli dal collegio del Tribunale di Bergamo, presieduto dal giudice Antonella Bertoja.

Bolis era finito sotto inchiesta insieme a un’altra decina di persone, le cui posizioni sono già state definite in sede di patteggiamento o di giudizio abbreviato (due imputati sono nel frattempo morti).

Tutto nasce da un’indagine della Guardia di finanza, su un presunto di giro di prestiti a usura a Zogno. Secondo le ipotesi investigative, ad agire erano due gruppi distinti di persone, tutte di una certa età. C’era chi si preoccupava di reperire la «clientela», individuando le persone bisognose di denaro, e chi invece ci metteva i soldi.

Il processo celebrato martedì a carico di Giancarlo Bolis, 76 anni, riguarda in sostanza un solo episodio di presunta usura, risalente al 2008. In particolare, secondo le accuse formulate dal pm Giancarlo Mancusi, l’imprenditore avrebbe prestato 20 mila euro a un suo conoscente, pretendendo dopo un mese mille euro di interessi: un tasso di oltre il 30 per cento. Nel corso delle perquisizioni, però, la Gdf aveva acquisito dal Bolis anche cambiali per 440 mila euro, firmate anche dalla madre del conoscente: non era dunque la prima volta che l’imprenditore prestava denaro a quella famiglia, ma non sono emersi elementi per sostenere l’accusa di usura anche per queste somme.

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