Covid, Conte: «Scenario di tipo 3 in Italia Intervenire o pandemia sfugge di mano»
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Covid, Conte: «Scenario di tipo 3 in Italia
Intervenire o pandemia sfugge di mano»

Il premier ha risposto al Question time alla Camera sulle misure intraprese con il Dpcm e il Dl ristori.

Siamo di fronte a uno «scenario di tipo 3» con contagi moltiplicati e ospedali e pronto soccorso presi d’assalto. Il rischio è quello di perdere, del tutto, il controllo della curva epidemiologica. Il premier Giuseppe Conte ha riferito alla Camera nel corso del question time di mercoledì 28 ottobre in cui affronta i provvedimenti del governo, dall’ultimo Dpcm al Dl ristori.

Allo stato attuale, secondo lo studio del Cts in Italia «abbiamo uno scenario di tipo 3. Lo studio prevede possibilità di interruzione di alcune attività particolarmente a rischio, anche su base oraria, possibilità di lezioni scaglionate per la scuola, incremento dello smart working per decongestionare i trasporti A tali misure si è attenuto il governo nell’adozione del Dpcm. Il governo, nella giornata di sabato, ha inviato una bozza del Dpcm al Cts sollecitando un parere sul merito e il Cts, dopo ampia analisi - leggo testualmente - «ha condiviso i provvedimenti inseriti nel testo» ha detto il presidente del Consiglio.

Gli scienziati considerano attribuibile alli scenario 3 di una pandemia: «Valori di Rt regionali prevalentemente e significativamente compresi tra Rt=1.25 e Rt=1.5 (ovvero con stime dell’intervallo di confidenza al 95% di Rt comprese tra 1.25 e 1.5), ed in cui si riesca a limitare solo modestamente il potenziale di trasmissione di SARS-COV-2 con misure di contenimento/mitigazione ordinarie e straordinarie».

«Il quadro europeo relativo alla diffusione del Covid è allarmante. Anche Francia e Germania sono state costrette a annunciare severe misure restrittive» ha commentato il premier Giuseppe Conte nel corso del question time. La Francia potrebbe annunciare già in serata un lockdown di un mese mentre la Germania sta pensando a un mini lockdown dal 2 novembre.

A proposito delle misure riguardanti la scuola e il coprifuoco alle 18 il presidente del Consiglio ha ribadito che «siamo consapevoli che sono misure severe ma sono necessarie a contenere i contagi. Diversamente la curva epidemiologica è destinata a sfuggirci completamente di mano». «Preservando la salute pubblica si preserva anche il tessuto produttivo dei cittadini» ha proseguito Conte alla Camera spiegando che la messa a punto del Dpcm è finalizzata «da un lato a preservare la tenuta del sistema sanitario nazionale e dall’altro a scongiurare un lockdown generalizzato che danneggerebbe ancor di più» l’economia del Paese.

Conte ha ammesso che ci sono delle forti criticità nel sistema trasporti pubblici: «Il governo ha confermato l’istituzione di tavoli permanenti per la soluzione delle criticità sui trasporti. Il Mit sta valutando l’incremento del numero di corse» in contemporanea con gli orari dove «l’afflusso è maggiore. È evidente che ci sia un’oggettiva difficoltà di assicurare che le misure di sicurezza e distanziamento siano rispettate nel corso dell’intera giornata». Ed è per questo che le misure del Dpcm sono finalizzate «ad alleggerire i flussi nei trasporti».


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