Depositato il verbale per casa Gori
«Via la veranda, tranello della Lega»

Il candidato del centrosinistra: se facessi opposizione si aprirebbe un contenzioso che mi renderebbe incompatibile con la carica di sindaco. Nel verbale depositato in Comune la polizia locale avrebbe ravvisato l’esistenza di un abuso edilizio.

Il verbale sarebbe stato depositato nel pomeriggio di martedì 13 maggio negli uffici comunali, e certificherebbe l’esistenza di un abuso edilizio nella casa di via Porta Dipinta di proprietà di Giorgio Gori. Il verbale è stato redatto dopo l’ispezione della polizia locale del pomeriggio di lunedì, che avrebbe accertato l’esistenza di un abuso, ovvero l’esistenza di una veranda non autorizzata. Nel corso del sopralluogo sarebbero stati ravvisati anche due abusi minori: un bersò e un capanno degli attrezzi .

Una vicenda alla quale cerca di mettere la parola «fine» lo stesso Gori: «Ho deciso di riportare subito il pergolato alla situazione precedente» annuncia in un comunicato stampa.

«La vicenda del portico della casa di via Porta Dipinta è andata avanti anche troppo, ogni giorno alimentata da indiscrezioni fatte filtrare ad arte per distogliere il confronto politico dai veri temi della città.Lunedì i vigili hanno fatto un sopralluogo, in esito al quale non è stato redatto alcun verbale. Si sono limitati a fare qualche fotografia e a prendere le misure», scrive. In realtà il verbale sarebbe stato appunto consegnato agli uffici del Comune nel pomeriggio di martedì.

«Eppure, qualcuno ha fatto trapelare notizie differenti, condite da dettagli fasulli come quello del pavimento in parquet. È vero, invece, che gli ufficiali inviati dal Comune hanno potuto riscontrare, con i loro occhi, la veridicità di quanto avevo in precedenza assicurato, e che cioè i tamponamenti del portico sono tutti assolutamente rimovibili, che si tratta cioè di una struttura precaria e accessoria. Proprio per questa ragione, quando decidemmo di fare i lavori, nel 2009, ritenemmo in buona fede che non richiedessero una specifica autorizzazione»prosegue il candidato del centrosinistra.

«A questo punto, potrei aspettare eventuali contestazioni, col rischio di vedere questa vicenda ulteriormente strumentalizzata, a copertura della totale mancanza di idee e di proposte di chi l’ha cavalcata fin qui. Senza contare che se, invece, decidessi di fare opposizione ad un eventuale provvedimento del Comune, mi troverei ad aprire un contenzioso, che mi renderebbe incompatibile con la carica di Sindaco ai sensi dell’art. 63, comma 1, punto 4) Decreto Legislativo 267/2000. È questo il tranello organizzato da Belotti e dalla Lega per togliermi di mezzo».

«Per questo motivo, prima ancora di chiarirne la natura, ho deciso di riportare subito il pergolato alla situazione precedente. È chiaro che questa storia è stata usata per inquinare la campagna elettorale. Del resto, alcuni concepiscono la politica solo come dossieraggio e aggressione personale. Stop, dunque, ad ogni tipo di strumentalizzazione. Si smetta di parlare di “portici e verande” e si torni a parlare di Bergamo e del suo futuro». conclude Gori.

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