Fusione fra Comuni, si vota
Domenica urne aperte in 7 paesi

Conto alla rovescia per il referendum consultivo indetto dalla Regione sulla fusione fra Covo, Fara Olivana con Sola e Isso, quindi tra Gerosa e Brembilla e tra Valsecca e Sant’Omobono Terme. Si vota domenica, dalle 8 alle 21.

Conto alla rovescia per il referendum consultivo indetto dalla Regione sulla fusione fra Covo, Fara Olivana con Sola e Isso, quindi tra Gerosa e Brembilla e tra Valsecca e Sant’Omobono Terme.

Si vota domenica, dalle 8 alle 21. Al di là delle diverse posizioni fra chi è pro e chi è contro la fusione, l’appello univoco all’elettorato locale è quello di recarsi alle urne. Più gente andrà a votare domenica più il risultato della consultazione sarà attendibile.

Toccherà poi alla Regione decidere in via definitiva sulla nascita o meno dei nuovi Comuni.

Covo, Fara Olivana e Isso

Nella Bassa il fronte del sì alla fusione è guidato dai tre sindaci. «Diciamo sì – afferma Carlo Redondi, primo cittadino di Covo– per fermare il patto di stabilità, incrementare i risparmi, utilizzare meglio le risorse e avere più strutture, il tutto senza bisogno di aumentare le tasse. Tutte cose che abbiamo detto alla gente nei dieci incontri pubblici che abbiamo organizzato. Dieci noi e zero i comitati del no».

Per il sindaco di Isso Gianpietro Boieri «la fusione è l’unica soluzione per consentire ai cittadini di quello che è oggi un piccolo paese di avere servizi che soltanto in un paese più grande si possono avere».

«L’informazione c’è stata – aggiunge Boieri – ora sono curioso di vedere come risponderà domenica la popolazione». «A parte i contributi pubblici, che non sono da sottovalutare – afferma Diego Recanati, sindaco di Fara Olivana con Sola– penso ai servizi ai cittadini, che solo grazie alla fusione non si sarà costretti a togliere. Anzi, in alcuni casi potranno essere incrementati».

Non mancano, nel fronte del no alla fusione, esponenti delle tre amministrazioni comunali. Andrea Capelletti, assessore all’Ambiente di Covo, è contrario. «Il primo aspetto è la perdita dell’identità del proprio comune. Poi c’è la favola dei costi per cittadini, che ci saranno per via dell’adeguamento a unico ente». Il no di Simone Ambrosini, assessore alla Cultura di Fara Olivana con Sola: «Si tratta –dice – di un progetto portato avanti in scadenza di mandato per due dei tre sindaci (Boieri e Redondi) che così potranno aggirare la legge e ricandidarsi. In secondo luogo, Fara Olivana con Sola ha i numeri per farcela da solo». Gianluca Rossi, consigliere comunale di maggioranza a Isso, si dice contrario «a una fusione che per Isso può essere definita anche come annessione a Covo».

Brembilla e Gerosa

Al voto domenica anche Brembilla e Gerosa che, in caso di unione, hanno già deciso il nuovo nome del Comune: Valle Brembilla.

Un nome che prende origine, come hanno fatto notare gli attuali sindaci, dal territorio che, delimitato dalle montagne, i tre Comuni, insieme, coprono e che prende appunto il nome di Valle Brembilla. Manca all’appello Blello, inizialmente coinvolta nel progetto di fusione e poi tiratasi indietro qualche mese fa. Brembilla e Gerosa hanno invece portato avanti l’iniziativa, che - stando a quanto detto nel corso delle riunioni organizzate per spiegare ai cittadini - in un futuro prossimo diventerò pressoché obbligatorio per i comuni piccoli, nel tentativo di tagliare le spese.

«Abbassare i costi, migliorare i servizi e ottenere finanziamenti pubblici a oggi non più possibili, visto i vincoli del patto di stabilità»: sono questi i punti di forza della fusione spiegati dai sindaci Gianni Salvi di Brembilla e Pierangelo Monzani di Gerosa. «È un’opportunità che non possiamo perdere – spiegano –. Possiamo scegliere con chi fonderci, mentre in futuro i comuni saranno obbligati per imposizione ma soprattutto la fusione apre la strada a una serie di agevolazioni a oggi impensabili. Andiamo incontro ad anni difficili senza alcun trasferimento statale: con la fusione percepiremo 180 mila euro annui».

Alcuni residenti, sia di Gerosa sia di Brembilla, sono però contrari: tra i punti che citano più spesso è la perdita di identità da parte delle comunità, oppure la perdita di importanza da parte della sede municipale di Gerosa. «Niente di più sbagliato che pensare scenari futuri simili – spiegano i sindaci – il municipio di Gerosa resterà un presidio e aprirà per tante pratiche. Di sicuro non verrà meno l’identità delle diverse comunità. Ogni località manterrà le proprie feste. Un nuovo “amministratore condominiale” non potrà mai intaccare l’identità delle nostre comunità, solo chi è debole e non ha radici sane e salde può percepire un simile pericolo».

Sant’Omobono e Valsecca

Anche i Comuni di Valsecca e Sant’Omobono hanno avviato da almeno un anno il processo di fusione con la discussione e l’approvazione a maggioranza del progetto.

Già da tempo i valsecchesi raggiungono Sant’Omobono per diversi servizi come la scuola. Sicuramente, a Valsecca, qualche mugugno o scontento c’è stato. Tra questi il capogruppo di minoranza della lista «Un futuro per Valsecca» Gianluigi Rota che afferma: «Sono contrario alla fusione perché si doveva fare primo lo statuto del nuovo paese e poi numerosi sono i comuni molto piccoli in Valle Imagna che hanno gli stessi nostri problemi ma non pensano alle fusioni».

Il sindaco di Valsecca Giovanni Bottani evidenzia: «È un’occasione unica difficilmente ripetibile per garantire agli abitanti di Valsecca un futuro sostenibile e nello stesso tempo ottemperare agli obblighi di legge, evitando di subire dall’alto delle scelte politiche dalla Regione o dallo Stato, che potrebbero rivelarsi molto penalizzanti».

Favorevole alla fusione anche il sindaco di Sant’Omobono Paolo Dolci, che chiosa: «Pensiamo di aver fatto la scelta migliore per i nostri cittadini e per tutta la Valle Imagna, dando un segnale netto di discontinuità con una politica fatta di poltrone e poca attenzione al territorio».

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