La Cigs attuale non è prorogabile
Fissato un nuovo incontro il 2 novembre

Da primi approfondimenti, pare non sia possibile prorogare la Cigs in corso, conseguentemente si stanno studiando soluzioni alternative che potrebbero permettere anche una copertura più ampia rispetto ai programmi iniziali.

Lo spiegano le segreterie nazionali Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea Cgil: l’accordo di Cigs in essere, scade il 31 gennaio 2016. Proprio per questo motivo si stanno studiando soluzioni alternative che potrebbero permettere anche una copertura più ampia rispetto ai programmi iniziali.

Una delle ipotesi potrebbe prevedere l’utilizzo della Cigs per:
- cessazione totale attività per gli stabilimenti di Monselice e Scafa, già sospesi da anni, nonché la cessazione parziale per gli stabilimenti di Castrovillari, Sarche di Calavino e Salerno che si potrebbe concludere a gennaio 2017;
- per riorganizzazione per i restanti lavoratori del gruppo che potrebbe portare ad un copertura sino a settembre 2017, quindi anche oltre quelle che erano le prospettive del precedente piano.

L’azienda - aggiungono i sindacati - tra l’altro, riconferma tutte le misure integrative, già concordate, a sostegno del reddito dei lavoratori. Le segreterie nazionali, unitamente al Coordinamento delle Rsu di Italcementi, hanno chiesto all’azienda di effettuare congiuntamente, ulteriori approfondimenti sulla nuova legislazione, al fine di evitare la Cigs per cessazione sia essa parziale o totale.

L’azienda ha convenuto sulla necessità di questi approfondimenti, che saranno effettuati nelle prossime settimane. Le parti si sono aggiornate al 2 novembre 2016.

Cisl e Cgil di Bergamo
«Il percorso formulato oggi dall’azienda – dichiara Danilo Mazzola, segretario generale di Filca Cisl di Bergamo – ha un impatto occupazionale che non può essere accettato o condiviso». «Mascherare l’esigenza di tutelare i lavoratori con il maggior utilizzo della cassa, in vista di eventuali futuri esuberi - aggiunge il sindacalista -, non può lasciare tranquilli i 680 lavoratori coinvolti nella nostra provincia. Nell’assemblea sindacale di venerdì proporremo ulteriori iniziative di protesta, da intraprendere nelle prossime settimane».

«È importante individuare - dice Luciana Fratus, Fillea Cgil di Bergamo - l’ammortizzatore sociale che possa offrire le migliori garanzie ai lavoratori. Ed è altrettanto importante il ruolo che possono giocare le istituzioni, soprattutto quelle locali, ma anche i parlamentari bergamaschi. Ora siamo in attesa che il ministero dello Sviluppo Economico metta in calendario un incontro con i tedeschi di HeidelbergCement».

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