Martedì 02 Settembre 2014

Ice Bucket, l’ospedale di Treviglio

«Doniamo un’ora per la ricerca»

La doccia gelata di Carlo Nicora, direttore generale dell’ospedale Papa Giovanni
(Foto by Maria Zanchi)

Ice Bucket Challenge sì, ma senza doccia. L’Azienda ospedaliera di Treviglio ha raccolto la nomination di Carlo Nicora, direttore generale dell’ospedale Papa Giovanni e accetta la sfida: in forma, però, un po’ più riservata.

La direzione dell’azienda trevigliese - spiega un comunicato - seguendo quanto dichiarato nei giorni scorsi da Papa Francesco, non effettuerà la classica doccia gelata, ma proporrà a tutti i dipendenti di donare, liberamente e senza spettacolarizzazione, un’ora del proprio lavoro per la Ricerca contro la Sla.

Il comunicato dell’A.O. di Treviglio ai dipendenti

L’Azienda Ospedaliera è lieta di aderire all’invito all’Ice Bucket Challenge, nominando a sua volta tutti dipendenti.

Non vi chiederemo di “docciarvi”, ma di donare un’ora del vostro lavoro per la ricerca. Il ricavato sarà offerto all’AriSLA che, grazie anche alle borse di studio per giovani medici, ogni giorno lavora per sconfiggere la Sclerosi Laterale Amiotrofica - malattia tuttora inguaribile – cercando, nel contempo, di migliorare la vita dei pazienti che ne sono affetti.

Vi invitiamo, in modo del tutto libero, ad associarvi a noi, donando un’ora del vostro lavoro del mese di settembre alla Ricerca contro la SLA.

Aderire è semplice: i dipendenti dovranno solo compilare e firmare il modulo di adesione, inviandolo all’Ufficio Stipendi. Il contributo si tradurrà in una trattenuta dalla busta paga del corrente mese di settembre.

L’AISLA nell’A.O. di Treviglio

L’Azienda è già, da tempo, vicina all’associazione che collabora, grazie al prezioso lavoro svolto dall’amica dr.ssa Anna Di Landro, quale associazione di volontariato aziendale, presente anche sul nostro sito internet. Per gli amici, non dipendenti, che volessero donare, con o senza secchiata, l’iban da intestare a A.I.S.L.A. Onlus è: IT 04 V 05034 10100 00000000 1065.

Che cos’è l’Ice Bucket Challenge

La paternità della sfida della doccia ghiacciata, Ice Bucket Challenge, non è ben chiara ma sembra sia nata dal 29enne Peter Frates, sportivo. Il giovane, di Beverly in Massachusetts, affetto da SLA, ha chiesto a familiari ed amici di partecipare alla sfida, prendendo ispirazione dalla pratica che si faceva tra giocatori, quando era il capitano della squadra di baseball del college di Boston.

L’Ice Bucket Challenge consiste in una sfida a rovesciarsi addosso un secchio di acqua gelata, con tanto di cubetti di ghiaccio, che letteralmente paralizza i muscoli del corpo, proprio come succede per i malati di SLA che, nonostante ciò, rimangano mentalmente lucidi, perdono l’utilizzo del proprio corpo.

Ad ogni doccia ghiacciata dovrebbe corrispondere un bonifico effettuato verso l’Associazione AISLA, per la ricerca contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica, ed ogni “docciato” può nominare tre amici che, entro 24 ore, dovranno, a loro volta, rovesciarsi un secchio d’acqua in testa.

© riproduzione riservata