Il questore Finolli interroga i tifosi:
«Perché ci attaccate proditoriamente?»

«Ma perché alcune frange di tifoserie attaccano le forze dell’ordine che, dopotutto, compiono il proprio servizio allo stadio esclusivamente per garantire che non accadano disordini di alcun genere?». L’ha dichiarato il questore Dino Finolli a Bergamo Tv.

«Ma perché alcune frange di tifoserie attaccano in modo proditorio le forze dell’ordine che, dopotutto, compiono il proprio servizio allo stadio esclusivamente per garantire che non accadano disordini di alcun genere. Per avere una convincente risposta al riguardo mi renderei disponibile per un dibattito anche per farmene una ragione».

È quanto si è chiesto, a un certo momento, il questore di Bergamo, Dino Finolli, intervenuto in diretta, lunedì sera 2 dicembre, a «Tutto Atalanta» su Bergamo Tv. Finolli, con alle spalle solide esperienze specifiche sull’ordine pubblico nei più importanti stadi d’Italia, quanto al numero di agenti impiegati domenica per garantire la sicurezza nella gara dei nerazzurri con la Roma, ha sottolineato: «Innanzitutto non erano più di 500, come riportato da diversi media, ma poco più di 300. Altra precisazione: carabinieri, poliziotti e finanzieri utilizzati non sono stati sottratti ai servizi di vigilanza del territorio bergamasco, vigilanza che solitamente svolgono altrove».

Il questore ha confermato che, grazie ai servizi svolti, le tifoserie opposte non sono venute a contatto: «Era uno dei principali obiettivi da raggiungere. Ed è stato possibile in virtù della professionalità delle forze dell’ordine coniugabili con il loro impegno e senso del dovere».

Alla domanda se ci sarà un seguito, dal punto di vista giudiziario, sull’intera giornata di domenica, il questore ha così risposto: «Siamo già all’opera per visionare accuratamente le riprese effettuate con le nostre telecamere (una di queste era posizionata pure sull’elicottero della polizia che ha sorvolato la città da mattina a sera, ndr). Se emergerà qualcosa, scatteranno, naturalmente, i provvedimenti del caso». Fioccheranno dunque i Daspo.

Arturo Zambaldo

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