Mercoledì 09 Aprile 2014

Omicidio al Q8 di via Correnti
12 anni e 4 mesi a Bledar Marini

Bledar Marini
(Foto by Colleoni)

Dodici anni e 4 mesi di reclusione per omicidio volontario, lesioni, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Ecco la sentenza nei confronti di Bledar Marini, albanese di 35 anni, detenuto e assistito dall’avvocato Roberta Barbieri, responsabile secondo l’accusa della morte di Stefan Catalin Burcuta, trentasettenne romeno residente ad Albino, ucciso con una coltellata nella notte tra il 2 e il 3 marzo del 2013 al distributore di carburante Q8 di via Correnti.

La richiesta di condanna avanzata dal pubblico ministero Lucia Trigilio, in sede di rito abbreviato e in udienza preliminare era di 17 anni.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, quella sera Burcuta e suo cognato (rimasto ferito nella vicenda) avevano raggiunto il distributore e lì preso contatto con una prostituta: a un certo punto sarebbe nata una discussione e in supporto della donna sarebbe intervenuto proprio Marini, per gli investigatori suo protettore. La colluttazione sarebbe quindi rapidamente degenerata e l’albanese avrebbe preso un coltello: con quello avrebbe colpito e ucciso Burcuta, ferendo il cognato di questi, Gheorghe Marius Scripca, 43 anni, per poi darsi alla fuga. Di fatto era stato rintracciato e sottoposto a fermo a Milano, qualche giorno dopo il fatto, e portato in carcere.

Nei guai era finito insieme a lui, ma ovviamente per tutt’altro motivo, anche il cognato di Burcuta, processo nella duplice veste quindi di persona offesa (per le lesioni) e di imputato, assistito dall’avvocato Daniele Bombarda e accusato di tentata rapina ai danni della prostituta: per lui il pm ha chiesto la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione. La sentenza di mercoledì 9 aprile ha stabilito un anno con pena sospesa.

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