«Orango», Calderoli in tribunale
Udienza rinviata al 26 giugno

Udienza rinviata al 26 giugno prossimo quella che vede il leghista Roberto Calderoli sul banco degli imputati con l’accusa di diffamazione nei confronti dell’ex ministro Cécile Kyenge.

Udienza rinviata al 26 giugno prossimo quella che vede il leghista Roberto Calderoli sul banco degli imputati con l’accusa di diffamazione nei confronti dell’ex ministro Cécile Kyenge.

La procura di Bergamo, infatti, ha chiesto il giudizio immediato per l'esponente politico per diffamazione aggravata dalla discriminazione razziale. La storia è quella famosa dell'«orango», cui, durante un comizio a Treviglio, il 12 luglio scorso, il leghista Calderoli aveva accostato la titolare del dicastero dell'Integrazione. «Quando vedo le sue immagini - aveva detto Calderoli alla "Festa de Treì, davanti ai lumbard - non posso non pensare alle sembianze di un orango». Alla frase seguì un polverone mediatico che portò anche alle scuse (accettate) - con tanto di mazzo di fiori - del leghista al ministro.

Per la procura, però, i fiori non bastano e martedì 6 maggio si è riunito il Collegio del Tribunale di Bergamo presieduto dal giudice Antonella Bertoja. A latere Stefano Storto e Lucia Graziosi. Assente Calderoli, l’udienza è stata rinviata per legittimo impedimento del legale di Calderoli, l’avvocato Domenico Aiello del foro di Milano, che si trovava in un’udienza per un suo assistito detenuto nel Tribunale di sorveglianza di Bolzano.

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