Orio trascina la ripresa di Bergamo
Ma con Ryanair ecco la grana bagagli

Nove milioni di passeggeri sarebbero il traguardo di Orio al Serio per il 2015, ma contando quelli dirottati a Malpensa (oltre 500 mila) nelle tre settimane di chiusura dello scalo per il rifacimento della pista tra maggio e giugno, il bersaglio è già stato raggiunto.

I dati ufficiali e definitivi dello scalo verranno resi noti a giorni, ma dalle anticipazioni si conferma come Orio sia un elemento portante per l’economia bergamasca, un autentico volano per la ripresa, come testimoniano i dati sulle merci, in crescita del 6% nei primi 11 mesi dell’anno passato, nonostante le 3 settimane di chiusura. Ma gli ultimi mesi del 2014 hanno segnato anche crescite dei passeggeri in un range compreso tra il 6 e il 13%: potenza delle performance di Ryanair, in aumento di 20 punti percentuali su base europea. Un cliente che da solo rappresenta l’80% del mercato di Orio al Serio, e che giovedì 8 gennaio è venuto a consegnare la pagellina allo scalo. Operazione condotta da Michael O’Leary in persona.

L’irlandese volante ha messo sul tavolo di Sacbo il problema dell’allungamento dei tempi d’imbarco e dei conseguenti ritardi nel network, comune a tutti gli scali. Il bello è che la causa va cercata nell’operazione-simpatia avviata dagli irlandesi volanti nei mesi scorsi, che comprende anche l’imbarco di un secondo (piccolo) bagaglio a bordo. Morale, non c’è più spazio per tutti, e quello che non ci sta va stivato, con conseguente aggravio di tempo. La sola soluzione plausibile pare essere quella di un potenziamento del personale agli imbarchi, e chiaramente la patata bollente è rimasta sul tavolo delle società di gestione aeroportuali. Simpatici sì, ma non troppo...

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