Picchia la moglie prima del processo
Arrestato in aula, finisce in carcere

Non ha esitato a picchiare la moglie perfino il giorno prima dell’inizio del processo penale per maltrattamenti in famiglia, lesioni e percosse, e proprio questo lo ha fatto finire in manette in diretta, durante l’udienza in Tribunale.

Non ha esitato a picchiare la moglie perfino il giorno prima dell’inizio del processo penale per maltrattamenti in famiglia, lesioni e percosse, e proprio questo lo ha fatto finire in manette in diretta, durante l’udienza in Tribunale, su ordine del giudice Massimiliano Magliacani.

È successo giovedì mattina in via Borfuro, e a farne le spese è stato un tunisino di 32 anni, residente a Brignano, che a processo per l’udienza è arrivato a piede libero (di fatto era agli arresti domiciliari per un episodio di furto, ma con il solo divieto di avvicinamento alla moglie per il processo in questione), ma se ne è andato in manette e scortato verso il carcere di via Gleno.

Tecnicamente si è trattato di un aggravamento della misura cautelare, chiesto in udienza dal pubblico ministero e immediatamente accordato dal giudice: a far la differenza la deposizione proprio della moglie che, sentita come testimone alla prima udienza istruttoria del processo, ha spiegato al giudice di essere finita altre tre volte in ospedale dal 13 dicembre a ieri, picchiata dal marito. L’ultima volta proprio mercoledì, quando i colpi ricevuti dal marito, al pronto soccorso, sono stati giudicati guaribili con prognosi di 30 giorni. Giusto il tempo di terminare la deposizione, che il pubblico ministero ha chiesto l’aggravamento della misura: non più semplice allontanamento o arresti domiciliari ma, a tutela della donna, la custodia in carcere.

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