«Rabbia e disgusto» per la perizia choc Lo sfogo del papà di Eleonora sui social
Eleonora, bimba tetraplegica tra mamma benedetta e papà Davide Gavazzeni

«Rabbia e disgusto» per la perizia choc
Lo sfogo del papà di Eleonora sui social

Le compagnie assicurative hanno richiesto il rimborso di parte del risarcimento che il Tribunale di Rovigo aveva deciso per la piccola affetta da tetraplegia spastica per traumi subiti durante il parte.

«Rabbia e disgusto», sono queste le uniche parole che riesce a trovare Davide Gavazzeni, originario di Chiuduno e papà della piccola Eleonora, affetta da una tetraplegia spastica a seguito di traumi subiti durante il parto, verso il tentativo delle compagnie assicurative di riaprire una lunga e dolorosa vicenda giudiziaria.

Le compagnie assicurative - come riportato dal Corriere della Sera - hanno presentato alla Quarta sezione civile della Corte d’appello di Venezia una richiesta di restituzione di parte del risarcimento della somma destinata alla famiglia di Eleonora per le cure e il mantenimento della piccola così come stabilito dal Tribunale di Rovigo. Le richiesta è stata accompagnata anche dalla perizia di un neonatologo e suona più o meno così: «La bimba ha un’aspettativa di vita limitata, tra i 10 e 20 anni» per cui «ridateci parte del risarcimento».

«Siamo molto arrabbiati. Eleonora, dopo quello che ha subito, non merita tanta cattiveria. Siamo senza parole, e le poche che abbiamo sono di disgusto e rabbia. Lasciamo a voi i commenti dopo le dichiarazioni avvenute oggi...Ripeto...siamo senza parole» scrive sul proprio profilo Facebook il papà di Eleonora, 10 anni.

Cinque milioni di euro per la vita - a tanto ammonta il risarcimento completato nel dicembre 2018 -: una boccata d’ossigeno per garantire un futuro più sereno a Eleonora, dopo 10 anni di sacrifici e rinunce. Una dedizione totale, quella di Davide Gavazzeni, originario di Chiuduno, e della moglie Benedetta Carminati, di Corna d’Imagna, dal 2015 con casa a Ravenna, dopo il trasferimento dalla provincia di Rovigo dove la famiglia era andata ad abitare per motivi di lavoro. Al centro di ogni loro decisione e di ogni giornata, la piccola Eleonora, invalida al 100 per 100 da sempre, da quella notte del 3 dicembre 2008, quando all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo nacque tetraplegica spastica per i traumi subiti durante il parto.

Per ottenere il risarcimento la famiglia è dovuta ricorrere all’intervento dell’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni dopo che a marzo 2018 la Corte di Appello di Venezia aveva dichiarato due ginecologhe dell’ospedale di Rovigo colpevoli del reato di lesioni personali gravissime. Il primo grado del giudizio civile si è invece concluso a settembre con una sentenza, pronunciata dal Tribunale di Rovigo, che ha accertato la responsabilità delle due ginecologhe che avevano fatto nascere Eleonora e dello stesso ospedale, condannandoli al risarcimento di circa 5 milioni di euro.

«Dopo tante rinunce – aveva sperato Davide Gavazzeni – è giustizia: potremo potenziare le terapie che stanno aiutando Eleonora e rinascere». Come l’ossigenoterapia, il motivo per cui l’intera famiglia s’è trasferita a Ravenna, per essere più vicina al centro iperbarico dove Eleonora si sottopone a cicli di due settimane ogni due mesi «con buoni risultati» spiega papà Davide che ora con la moglie si occupa a tempo pieno della figlia, dopo aver chiuso la sua attività di carpenteria che dava lavoro a 12 dipendenti. Terapie «per cui mediamente spendiamo 5 mila euro al mese» e una nuova casa: «Siamo in affitto in un piccolo appartamento – aggiunge l’uomo –: in una casa più grande riusciremo a muoverci meglio».


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