Scuola, Fioroni a Bergamo:
«Il governo soffoca il futuro»

Alla Casa del Giovane in via Gavazzeni si è tenuta sabato 12 marzo una conferenza stampa del Pd sul tema delle politiche scolastiche in cui i rappresentanti del Partito Democratico hanno criticato il Governo difendendo i valori della scuola pubblica.

Alla Casa del Giovane in via Gavazzeni si è tenuta sabato 12 marzo una conferenza stampa del Pd sul tema delle politiche scolastiche in cui i rappresentanti del Partito Democratico hanno criticato il governo difendendo i valori della scuola pubblica. Emblematici gli interventi dell'ex ministro Giuseppe Fioroni, responsabile del Welfare del Pd, e del senatore Mauro Ceruti.

Il pensiero di Fioroni: «Il governo sta cambiando la missione della scuola pubblica puntando esclusivamente su quello che dà competenza e sapere. Ma non basta. Il pensiero del Pd è che, accanto alla professionalizzazione necessaria per entrare nel mondo del lavoro, sia mantenuta quella funzione educatica, quel plasmare il cittadino del futuro che ha reso la nostra scuola pubblica migliore».

E ancora: «Le scuole pubbliche rappresentano l'ossigeno per ogni Paese moderno, civile che guarda al futuro e investe nei giovani. Questo governo, ha scelto di mettere le mani al collo delle nuove generazioni, di soffocare la scuola, anche le paritarie, con una visione medioevale di comunità, al contrario di quanto hanno fatto altre grandi nazioni».

Il finale di Fioroni: «In questi tre anni di crisi finanziaria, l'Italia ha saputo reagire grazie alle capacità delle nostre piccole e medie imprese, e alle famiglie ai loro sacrifici, ad un sistema di welfare che ha tenuto. La risposta del governo Berlusconi è stata invece depotenziare la scuola. Germania, Francia, due grandi democrazie ed economie europee, hanno risposto investendo sulla formazione, sulla scuola, proprio perché sanno e hanno compreso subito che soltanto così sarebbero riuscite ad uscire prima di altri e più forti dal tunnel».

In sintesi l'intervento di Ceruti: «La scuola pubblica è stata la più grande e straordinaria invenzione dello Stato italiano nei suoi 150 anni di storia perché le è stato attribuito il compito di "fare gli italiani" attraverso la famosa frase "leggere, scrivere e far di conto". In questo momento è singolare e preoccupante che chi ci governa offenda fino all'umiliazione, con le riforme e le parole, la scuola pubblica e chi la sostiene, ovvero gli insegnanti».

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