Strappa il cellulare a un 19enne sul bus
Il derubato pure morso a un orecchio

Avrebbe strappato il cellulare a un diciannovenne cinese su un autobus a Bergamo, e quando lui lo ha rincorso per recuperare il maltolto non avrebbe esitato prima a minacciarlo con un collo di bottiglia e poi a mordergli un orecchio.

Vi ricordate Mike Tyson e il celebre morso all’orecchio? Ecco, qui la cosa è stata più «leggera», ma la memoria va per forza a quell’incontro di pugilato.

È successo lo scorso marzo e in udienza preliminare per questo fatto A. M. K., tunisino di 24 anni, assistito dall’avvocato Isabella Colombo e attualmente in carcere per un’altra rapina, è stato condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione. La sentenza è stata emessa dal giudice dell’udienza preliminare Bianca Maria Bianchi con rito abbreviato, quello che in caso di condanna concede lo sconto di un terzo della pena.

Il difensore aveva chiesto il patteggiamento della pena a due anni e due mesi, ritenendo comunque che non ci fosse il reato di rapina: il ventiquattrenne, infatti avrebbe prima rubato il telefono e solo in un secondo momento ingaggiato la colluttazione con il giovane cinese.

L’episodio contestato risale al 3 marzo di quest’anno, su un autobus della linea 8 dell’Atb, diretto a Seriate e in quel momento fermo in via Rovelli: secondo l’accusa il tunisino avrebbe notato il diciannovenne intento a utilizzare il suo iPhone e ne avrebbe approfittato per strapparglielo e poi fuggire in strada. Il cinese non si era però arreso e lo aveva inseguito per recuperare il telefono: lo aveva raggiunto all’altezza del civico 19 di via Rovelli, e lì era iniziata una colluttazione.

Il tunisino aveva prima cercato di colpire il diciannovenne con una bottiglia appena rotta, e poi lo aveva morso al lobo di un orecchio, riuscendo così a dileguarsi. Il fatto era stato subito denunciato alla polizia e i successivi accertamenti avevano portato all’identificazione del tunisino, che era stato colpito da ordine di custodia cautelare a giugno e portato in carcere in via Gleno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA