Lunedì 11 Aprile 2011

Cisl: «Cgil, atteggiamenti ipocriti
ma insieme per il 1° Maggio»

Cisl di Bergamo: in segreteria si torna in quattro, eletto Francesco Corna. E sul rapporto con le altre organizzazioni sindacali, Piccinini ha commentato:«Dalla Cgil solo atteggiamenti ipocriti. Il 1° Maggio uniti a Bergamo per il nostro senso di responsabilità».

Lunedì 11 aprile il consiglio generale della Cisl di Bergamo ha eletto Francesco Corna quale quarto membro della segreteria dell'Ust, in sostituzione di Pierangelo Mariani, dimessosi a dicembre scorso per motivi personali. L'elezioni rientra nel percorso condiviso dell'esecutivo della Cisl di Bergamo per giungere, prima della scadenza congressuale, alla strutturazione «a cinque» della segreteria, proprio come approvato nell0'ultimo congresso.

L'elezione di Corna, fino a oggi segretario generale della Femca provinciale, 49 anni, in Cisl dal 1990, è avvenuta al termine di una partecipata riunione che si era aperta con la relazione di Ferdinando Piccinini, che ha preso avvio dalla situazione economica e occupazionale: «Sembra si sia dimenticato che quella che abbiamo attraversato in questi due anni sia stata una crisi di sistema che per tanti aspetti ha modificato sia la struttura economica del nostro territorio, ponendo un tema grande come una casa di ridefinire le vocazioni produttive, non solo manifatturiere, ma che ha posto ulteriore elementi sul versante dell'innalzamento competitivo».

«Ma quello che rileviamo con grande preoccupazione è soprattutto rispetto al dato occupazionale: riduzione negli ultimi 3 anni di quasi 5.000 posti di lavoro, circa 10.000 inseriti in una situazione di rischio occupazionale tra cigs e cig in deroga. A fine 2010 gli iscritti alle liste di mobilità risultano essere più di 6.000 con quasi il 60% provenienti da piccole aziende. Gli iscritti al Centro per l'Impiego si attestano sui 55,000 di cui 15% sotto i 25 anni e circa il 30% stranieri. È inoltre in aumento il tasso di ingresso con formule temporanee».

«Ma da tutto ciò - continua Piccinini - chi è escluso ancora da una seria politica dell'occupazione sono soprattutto i disoccupati, giovani, immigrati ecc. Per questo abbiamo posto con forza l'esigenza di un patto per il lavoro, dove istituzioni locali, parti sociali si assumano la responsabilità di definire scelte. Alzando uno sguardo più sulla dimensione nazionale - ha continuato il segretario Cisl - il quadro che ne esce è di grande preoccupazione».

«È il sistema paese che rischia di arretrare e impoverirsi in una logica globale e anche nel confronto con le economia degli altri paesi europei. Pur nella consapevolezza della problematicità delle risorse pubbliche, è evidente la necessità di scelte e provvedimenti coraggiosi utili a sostenere la crescita e recuperare risorse da investire. E qui, assume centralità tutto il tema della riforma fiscale. Che da una parte intervenga in modo deciso e soprattutto strutturale sui redditi più bassi di retribuzioni e pensioni e dall'altra intervenga in modo selettivo sul sostegno agli investimenti nelle produzioni e infrastrutture per sostenere il rilancio dell'economia».

L'attenzione del leader di via Carnovali si è poi spostata sul rapporto con Cgil, alla luce della lettera aperta inviata nelle scorso settimane e sui cui il Consiglio Cislino ha approvato all'unanimità un Ordine del Giorno in sintonia con il pensiero del Segretario. «Sicuramente la scelta della Cgil di proclamare l'ulteriore sciopero generale il prossimo 6 maggio, a prescindere per l'ennesima volta da ogni rapporto unitario, già di per sé conferma purtroppo la strada intrapresa ormai da tempo».

«Ma l'ulteriore gravità di questa scelta è di avere deciso uno sciopero generale a ridosso delle celebrazioni unitarie del 1° Maggio, quasi cercando il pretesto di introdurre divisioni anche nella festa del lavoro. I fatti avvenuti a Bologna con la scelta della Cgil di celebrare da sola il 1° Maggio confermano l'immagine di una Cgil a più facce. Dove è storicamente in maggioranza, come a Bologna va da sola».

«A Bergamo dove non sono il sindacato di maggioranza invitano al dialogo e al confronto sui temi del loro sciopero generale unilaterale. Noi abbiamo dato lo stesso giudizio del segretario della Cgil di Bologna: il loro è solo un atteggiamento ipocrita».

«Il dialogo e il confronto - ha concluso Piccinini - sono nel nostro modo di essere, non abbiamo mai cercato le divisioni per il gusto di farlo o per far prevalere il nostro modello sindacale. Non appartiene alla nostra cultura, vogliamo semplicemente continuare a fare sindacato, anche se è più complesso e difficile in questo contesto».

«Noi abbiamo deciso di andare insieme il 1° Maggio, nonostante tutto, perché riconosciamo in questa ricorrenza un forte elemento simbolico dell'importanza e del valore del lavoro per la dignità di ogni persona, che travalica anche contesti duri e problematici come quello attuale».

m.sanfilippo

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