Mercoledì 27 Aprile 2011

Apprendisti, numeri in crescita
Nel commercio il maggior utilizzo

Il contratto di apprendistato si conferma la via privilegiata di accesso al mondo del lavoro anche in tempi di crisi economica. Nel 2009 le aziende bergamasche hanno impiegato 6.048 apprendisti, nel 2010 si è saliti a 6.582.

Nel 2011 il trend positivo appare confermato, visto che nel primo trimestre i contratti di apprendistato sono stati 1743. In particolare, secondo i dati della Provincia di Bergamo, il commercio è il settore che assorbe il maggior numero di apprendisti: dal 2008 sono stati ben 1818, pari al 29,31% del totale. Di questi, ben 891 sono utilizzati dalle aziende della città. Positivo l'andamento anche per quanto riguarda il turismo, che impiega il 10,64% degli apprendisti: questo settore è preceduto solo dall'industria metalmeccanica (15,38%) e dall'edilizia (11,30%).

Per quanto riguarda la distribuzione sul territorio, il 37,8% degli apprendisti è impiegato in aziende dell'area di competenza del centro per l'impiego di Bergamo, seguito da quello di Treviglio (12,5%) e Ponte San Pietro (10,5%). Nelle valli, Albino occupa il 7%, Clusone il 4,1%, mentre in Val Brembana trova spazio il 5,2% dei neo lavoratori.

«Per i giovani il contratto d'apprendistato rappresenta un'ottima opportunità di inserimento e per le imprese si tratta di uno strumento che offre significativi sgravi contributivi – spiega Emanuele Spini, responsabile politiche del lavoro di Confesercenti – quindi è bene utilizzarlo e dargli sempre più valore e significato. E' necessario, però, ricordare che il legislatore, in cambio di queste facilitazioni, chiede all'imprenditore di formare il lavoratore. Un obbligo che, ovviamente, va assolto in maniera effettiva».

L'apprendistato è chiaramente un'opportunità per le imprese ma lo è anche per i giovani che entrano così nel mondo del lavoro con fondate possibilità di essere poi assunti a tempo indeterminato: in Lombardia, il 50% dei giovani inseriti con questa forma contrattuale viene poi assunto. L'unico ostacolo è rappresentato dalle complicazioni burocratiche che spesso spaventano le aziende: «La preparazione del piano individuale che indichi il percorso formativo e la gestione del contatto con gli enti di formazione sono fattori non sempre facili da comprendere e gestire dal mondo imprenditoriale» prosegue Spini. In tal senso gli enti di formazione quali Cescot Bergamo offrono un servizio fondamentale per lo sviluppo di tale forma contrattuale mettendo in condizione l'impresa di coglierne i vantaggi e valorizzando la parte formativa obbligatoria.

La formazione dell'apprendista consiste in 120 ore annue, necessarie per acquisire un adeguato bagaglio di competenze professionali. Un servizio che l'Ente Bilaterale di Confesercenti, grazie ai contributi pubblici, offre in modalità totalmente gratuita attraverso il Cescot, il suo ente di formazione: 24 ore sono svolte in aula, il resto direttamente in azienda.

Cescot mette a disposizione anche un consulente altamente qualificato che fornisce un servizio di assistenza puntuale e progettato sulla base delle esigenze aziendali (per informazioni: Cescot – via Ravizza 7/a, Bergamo, tel. 035.4207359).

a.ceresoli

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