Giovedì 01 Settembre 2011

«L'Ubi è a rischio Opa»
Jannone lancia l'allarme

Con una quotazione a 2,5 euro, l'Ubi è a rischio scalata da parte di altri gruppi, soprattutto stranieri, in particolare dei Paesi emergenti (quelli con maggiore liquidità). A lanciare l'allarme è Giorgio Jannone, deputato Pdl, presidente delle Cartiere Pigna e a capo della neonata Associazione azionisti Ubi.

«Potrebbero - spiega - fare un'Opa, un'Offerta pubblica d'acquisto, vincolata alla trasformazione della banca cooperativa in Spa e comprare l'Ubi a prezzi di liquidazione. È un rischio che bisogna scongiurare, anche se magari alcuni azionisti vedrebbero con favore l'arrivo di un gruppo esterno in grado di risollevare le sorti del titolo. Ma l'Ubi resta un'istituzione troppo importante per il nostro territorio, non bisogna cedere a una tentazione del genere. Dunque, per difendere questo patrimonio, occorre fare risalire al più presto la quotazione del titolo. È per questo che tre mesi fa abbiamo avviato l'iniziativa di un'associazione azionisti. Ma per fare rialzare la quotazione bisogna introdurre correttivi gestionali, migliorare la comunicazione, ridurre gli sprechi e rilanciare il modello di banca del territorio, vicina alle imprese e ai risparmiatori».

«Gli aderenti al nostro sindacato - aggiunge Jannone - sono 3 mila. Ci stiamo federando con le associazioni azionisti di Cuneo e Ancona. Presto partiremo con un battage pubblicitario sui quotidiani delle province a maggiore densità di azionisti Ubi. Abbiamo presentato il nostro nuovo sito internet (www.azionistiubi.it), stiamo preparando manifesti da collocare sui cartelloni stradali. Invieremo una mail a tutti gli azionisti, invitandoli ad aderire. Entro un mese avremo una sede nuova nel centro di Bergamo e in settembre-ottobre organizzeremo una conferenza-stampa e una convention per presentare le nostre istanze alla stampa e alla gente».

Sarà al termine di questa fase che l'Associazione azionisti Ubi farà il passo ufficiale con la banca.

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a.ceresoli

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