Bergamo, il «metalmeccanico»
resta nella morsa della crisi

Dopo i primi segnali di ripresa che si sono registrati da febbraio a maggio, il settore metalmeccanico, in Bergamasca, resta ancora nella morsa della crisi economica: è quanto ha detto Eugenio Borella, segretario provinciale della Fiom-Cgil di Bergamo.

Dopo i primi segnali di ripresa che si sono registrati da febbraio a maggio, il settore metalmeccanico, in Bergamasca, resta ancora nella morsa della crisi economica: è quanto ha detto Eugenio Borella, segretario provinciale della Fiom-Cgil di Bergamo.

A Bergamo e provincia sono più di 550 le aziende metalmeccaniche associate a Confindustria, con un totale di 41 mila addetti. Secondo i dati forniti dalla Fiom-Cgil di Bergamo sono in tutto 180 le attività del settore che utilizzano ammortizzatori sociali: fino al 3 novembre 2011 i lavoratori bergamaschi in mobilità, con contratti di solidarietà, in cassa integrazione ordinaria o straordinaria o in deroga sono complessivamente 7.854 su un totale di 11.173 in attività.

Secondo i dati della Fiom riferiti al 3 novembre 2011, la situazione attuale parla di ben 7.854 metalmeccanici bergamaschi in difficoltà: di questi 365 sono mobilità, 488 sono assunti con contratti di solidarietà, 3.019 sono in cassa integrazione straordinaria, 3.202 sono in cassa integrazione ordinaria e 780 in cassa integrazione in deroga.

I dati della Fiom confermano che, il 10 maggio 2011, le aziende metalmeccaniche messe in ginocchio dalla crisi erano 139: in quella data il sindacato ha calcolato 5.601 lavoratori in difficoltà, di cui 52 quelli in mobilità, 402 quelli con contratto di solidarietà, 3.403 in cassa integrazione straordinaria, 1.359 in cassa integrazione ordinaria e 385 in cassa integrazione in deroga.

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