Lunedì 19 Marzo 2012

Vertenza Prefabbricati Cividini
Rafforzato blocco delle portineria

«Entro il 31 marzo Rdb - si legge in un comunicato Cgil - dovrebbe riconsegnare i locali alla famiglia Cividini, ma lavoratori e sindacati non ci stanno a vedere portare via gli impianti e ad assistere allo svuotamento dell'azienda senza che prima venga individuata seriamente una via d'uscita per la reindustrializzazione dell'area di Osio Sopra».

«Così alla Prefabbricati Cividini spa, che insieme ad altri sei siti industriali del gruppo Rdb dismette la produzione con la conseguente perdita degli attuali 137 posti di lavoro (erano 146 all'inizio della vicenda), il blocco della portineria allestito all'inizio dell'anno viene ora rafforzato».

«Con il presidio - si legge sempre nel comunicato - sindacati e lavoratori vogliono accelerare la discussione in merito alle varie ipotesi di nuova industrializzazione dell'area. Rdb lo scorso mercoledì aveva fatto recapitare ai sindacati una lettera in cui lamentava di non poter terminare le operazioni di riconsegna dell'area (prevista entro fine mese) alla proprietà Cividini».

«Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, venerdì 16 marzo, hanno tuttavia comunicato per iscritto alla Questura di Bergamo che il presidio continuerà e che sono disponibili a sedersi in qualsiasi momento e a qualsiasi tavolo per definire le opportune soluzioni industriali».

«Dunque il presidio - dice sempre il comunicato - continuerà, oltre che nella giornata di lunedì, anche martedì e presumibilmente nei prossimi giorni con una cinquantina di lavoratori che presenziano a turno, malgrado la pioggia».

Il comunicato della Cgil ricorda che «alla Prefabbricati Cividini spa il 3 febbraio scorso era stato raggiunto l'accordo per l'apertura della procedura di mobilità volontaria per tutto l'organico. Per l'azienda il 2012 si era aperto con l'esame congiunto, il 12 gennaio, e con la firma del verbale di accordo per l'ottenimento della Cassa integrazione straordinaria di 12 mesi per cessata attività (a partire dal 2 gennaio)».

«La vicenda Cividini continua a essere un'emergenza sociale e industriale della provincia. Ad essa bisogna dare adeguate risposte da parte di tutti i soggetti economici di questo territorio» hanno sottolineato Angelo Chiari della Fillea-Cgil, Mario Colleoni della Feneal-Uil e Silver Facchinetti della Filca-Cisl di Bergamo.

m.sanfilippo

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