Lunedì 24 Settembre 2012

Lavoratori dei servizi pubblici
Venerdì sciopero in tutto il Paese

Non saranno solo i lavoratori del pubblico impiego (non solo quelli di sanità pubblica, Ministeri, agenzie fiscali, autonomie locali, vigili del fuoco, polizia penitenziaria, Università…) ma tutti coloro che lavorano nell'ambito dei servizi pubblici a scioperare venerdì prossimo, 28 settembre, in tutto il Paese. Significa che alla mobilitazione proclamata dalle sigle sindacali Fp-Cgil, Flc-Cgil, Uil-Fpl, Uil Pubblica Amministrazione e Uil-Rua prenderanno parte, ad esempio, anche i lavoratori delle cooperative sociali che gestiscono servizi pubblici, quelli della sanità privata convenzionata, quelli di società private che gestiscono l'igiene ambientale per conto di enti pubblici.

Tutti insieme, venerdì, incroceranno le braccia per l'intero turno di lavoro e in molti saranno a Roma, a partire dalle 9 del mattino, quando da Piazza Esedra partirà la manifestazione nazionale. Per parteciparvi la Cgil mette a disposizione il servizio bus gratuito da Bergamo: la partenza è fissata alla mezzanotte di giovedì 27 settembre dal piazzale della Malpensata. Per prenotare il proprio posto, telefonare entro mercoledì alla Fp-Cgil al numero di telefono 035.3594310.

«Lo slogan scelto per la mobilitazione - spiega Gian Marco Brumana, segretario generale provinciale della Fp-Cgil - è chiaro e immediato: "Abbiamo già dato" per sottolineare quanto il Paese non ce la faccia più. La decisione di proclamare una giornata di sciopero generale dei servizi pubblici per il 28 settembre è la naturale conseguenza di un lungo percorso di mobilitazione che la Cgil, la Fp-Cgil e la Flc-Cgil hanno messo in campo in opposizione alle scelte del Governo Monti sul lavoro pubblico: si è colpito duro contro pensioni e servizi per i cittadini, cioè contro gli asili, gli ospedali, le case di riposo, gli uffici e i servizi dei Comuni e quelli per la sicurezza e la protezione civile, solo per ricordarne alcuni».

«I tagli della "spending review" coinvolgono i servizi pubblici, dunque i cittadini, e i lavoratori stessi che li fanno funzionare: non si contano più gli annunci di esuberi, licenziamenti, soppressione di uffici. E a pagare sono tutti gli italiani privati di assistenza, di salute, di tutele per le proprie condizioni di vita e di lavoro».

Ricordiamo che non sono coinvolti dalla mobilitazione i lavoratori della scuola (con l'eccezione di Università, ricerca e conservatori). Per insegnanti e personale Ata lo sciopero, proclamato solo dalla Flc-Cgil, è previsto per il 12 ottobre.

m.sanfilippo

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