Domenica 30 Settembre 2012

L'accusa di Squinzi al governo:
«Stiamo morendo di troppo fisco»

Ed è sul punto 3 che Giorgio Squinzi affonda il colpo. Il presidente di Confindustria (che lunedì 1° ottobre sarà presente a Dalmine all'assemblea provinciale dell'associazione) commenta i 12 punti del Manifesto leghista per il Nord, e quando arriva al punto dove si propone di eliminare i sussidi alle imprese decotte, annuisce convinto.

«Siamo disposti a rinunciare agli incentivi in cambio di una riduzione della pressione fiscale su imprese e famiglie», spiega alla platea degli Stati generali del Nord, riunita dalla Lega al Lingotto di Torino. Qualcosa a metà tra un grido disperato e uno «j'accuse»: «Stiamo morendo di fisco».

In un Paese «dove la pressione fiscale sulle imprese è del 57 per cento, in Germania 20 punti meno». E c'è pure l'Irap, che il numero uno degli industriali definisce «un'imposta maledetta, che colpisce chi mette più cervello nel suo lavoro».

Il Carroccio gongola davanti alla condivisione di parte del suo manifesto. In realtà poi Squinzi prende le distanze da altri punti, per esempio sui contratti territoriali, difendendo le peculiarità di quello nazionale. E su altri aspetti, gli illustri ospiti chiamati dalla Lega a Torino magari slalomeggiano, come Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, discretamente abile in materia: «Occuparsi del Nord vuol dire occuparsi della parte che ha fatto la fortuna del Paese. Che non vuol dire abbandonare il Sud, perché da questa situazione ne usciamo tutti se riusciamo a ridare forza al Paese intero».

Una rivoluzione, «intesa come novità e forza politica», così Roberto Maroni definisce il manifesto del Carroccio. «Il nostro obiettivo politico è essere il primo partito del Nord: abbiamo fatto tante cose in questi anni, dobbiamo continuare arricchendo il nostro programma».

Leggi le due pagine dedicate all'argomento su L'Eco di domenica 30 settembre

m.sanfilippo

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