Martedì 11 Dicembre 2012

Fermate più corte che in passato
Il nodo resta la poca occupazione

Un quadro senza grandi scosse quello delle soste per le festività natalizie nelle aziende metalmeccaniche bergamasche: si conferma la tendenza, già registrata lo scorso anno, di un ritorno all'alveo naturale delle ferie di questo periodo, con una forbice che va in media da una settimana ai canonici 15 giorni di stop, coincidenti con il ritorno al lavoro dopo l'Epifania.

Proprio questa sembra la discriminante maggiore: lo spartiacque è tra chi opta per una fermata breve (di solito dal 24 al 31 dicembre, ma con ritorno al lavoro mercoledì 2 gennaio) e una prolungata fino al 6 gennaio compreso. Meglio, molto meglio rispetto alle annate 2008 e 2009, quando furono molte le aziende che, a corto di ordini o con problemi di liquidità, finirono per allungare la sosta anche di tre settimane, mentre non furono pochi i casi in cui alle ferie vennero agganciate una o più settimane di cassa integrazione. Stavolta questo aspetto pare scongiurato, anche se non ci sono indicatori tali da poter scommettere su un immediato futuro più roseo.

Calendario nella norma
«Siamo nell'ordinaria amministrazione - spiega il segretario provinciale Fim-Cisl Valentino Gervasoni -, nel senso che non ci troviamo di fronte a particolari emergenze. Il calendario ricalca a grandi linee quello dell'anno scorso, anche se per qualcuno ci può essere qualche differenza legata agli ordini di fine anno o a fasi di lavorazione particolare. Tendenzialmente nessuno va oltre le due settimane di sosta, anche se sono poche, meno che in passato, quelle realtà che non chiudono mai: una di queste è la Valtellina di Gorle, un'altra è la Bianchi biciclette di Treviglio, peraltro non nuove a queste turnazioni».

Rispetto quindi alla dilatazione dei giorni di sosta registrata al culmine della crisi delle scorse annate, «siamo di fronte a minori criticità, con un normale utilizzo delle ferie - aggiunge Gervasoni -, per cui si può dire che ci muoviamo sempre in ambito di crisi, ma senza quelle punte di emergenza del passato. Il dato non può comunque essere ancora letto come elemento di fiducia verso il futuro: gli imprenditori restano estremamente prudenti per i prossimi mesi. Questa condotta attendistica è testimoniata soprattutto da due atteggiamenti: l'ancora elevato ricorso agli ammortizzatori e soprattutto la mancanza significativa di assunzioni».

La sfida per il sindacato dopo la sosta natalizia sarà proprio quella di incoraggiare maggiormente l'occupazione: «Dobbiamo trovare il modo - riflette il segretario Fim - di ragionare con le imprese su modalità nuove, attraverso incentivi o canali come l'apprendistato, che permettano loro di riacquistare fiducia, tornando ad assumere».

Chiarezza sulla Cig in deroga
Anche la partita per la cassa in deroga per il nuovo anno non è chiarita del tutto: «So che si stanno studiando restrizioni per quelle aziende che in passato hanno utilizzato la deroga con un po' troppa di disinvoltura: a parte casi isolati però, è fondamentale che anche per il 2013 ci sia una copertura adeguata, altrimenti è seriamente a rischio il sistema complessivo delle Pmi».

Tornando alle soste, la prima delle grandi aziende a inaugurare le ferie è la fonderia di alluminio della Brembo a Mapello, che inizia a fermarsi da lunedì 17 per poi tornare a pieno regìme dall'inizio dell'anno. Anticipa la media anche la Siac di Pontirolo Nuovo, che inaugura le ferie mercoledì 19 fino al 6 gennaio. Poi il 22 toccherà all'Acciaieria di Dalmine, che inaugurerà le soste Tenaris.

Tra le soste lampo si segnala la Exide con due turni: dal 22 al 26 dicembre e dal 29 dicembre a Capodanno; mentre sarà solo di tre giorni la sosta in Tenaris, dal 24 al 26 dicembre, per i reparti Expander e Linea Veloce.

Maurizio Ferrari

a.ceresoli

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