Martedì 06 Agosto 2013

Mais, la raccolta slitta in autunno
Mai successo a memoria di contadino

Un'annata da dimenticare per la raccolta del mais. Colpa del clima, certo, ma anche di una serie di complicazioni che si sono innescate successivamente e che portano gli agricoltori bergamaschi a sostenere - senza scomodare le scienze statistiche - che a memoria di contadino non si ricorda un periodo peggiore del 2013.

Tanto che per la prima mietitura del mais da trinciato (quello riservato ai mangimi), che di solito sarebbe stata avviata questo mese, bisognerà attendere almeno fino a metà settembre. Mentre si parla di inizi di novembre per la raccolta del mais da granella (destinato a farina per l'alimentazione sia animale sia umana). Insomma, quello che si chiude, per i produttori sarà un anno decisamente nero.

Tutto è cominciato - o meglio, avrebbe dovuto cominciare, ma il problema è proprio che non è successo - questa primavera. Causa pioggia a catinelle per circa tre mesi, quel mais, che nelle annate normali viene seminato a fine marzo-inizi di aprile, quest'anno ha dovuto attendere metà giugno.

«Si sono seminate varietà precoci, con un periodo di maturazione più rapido - puntualizza il direttore di Confagricoltura Bergamo, Aldo Marcassoli - ma ciò nonostante il ritardo accumulato in primavera non basterà comunque a recuperare il terreno perduto perché tutto si è complicato».

Dopo le piogge, infatti, è arrivato il caldo (il mais ha bisogno di tanta acqua, ma in molti campi le piantine non erano ancora sufficientemente alte per consentire l'irrigazione per scorrimento, la tipologia più diffusa in provincia di Bergamo) e poi si sono aggiunti i recenti temporali e le grandinate. E il tutto sperando che l'autunno sia più mite «perché se troppo piovoso - conclude Marcassoli - sarà un problema anche la mietitura».

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m.sanfilippo

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