Giovedì 05 Febbraio 2009

Anche il commercio è in crisi
ma le prospettive sono di crescita

Commercio al dettaglio in crisi anche nella Bergamasca. Secondo l'indagine congiunturale condotta da Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia, nel quarto trimestre del 2008 il volume d'affari ha fatto segnare nella nostra provincia un calo del 3,3% (più alto - anche se solo dello 0,3% - del dato regionale) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

La tendenza negativa delle vendite è in corso da quattro trimestri consecutivi, in provincia come in regione.

Segno meno anche per la variazione congiunturale, cioè misurata rispetto al trimestre precedente: -0,7% (+1,3% in Lombardia) in relativo miglioramento sul dato (-1,8%) della scorsa indagine. La riduzione del giro d’affari su base annua è marcata nel comparto dei beni alimentari (-3,1% a Bergamo, - 2,7% in Lombardia), ma ancor più nel non alimentare (-6,2% a Bergamo, -4,7% in Lombardia) mentre flessioni più contenute sono riportate nel non specializzato (-0,3%) a Bergamo (-1,2% il dato medio regionale).

Il 41,2% (era il 33,9% nella precedente rilevazione) delle imprese commerciali di Bergamo indica un calo del volume d’affari superiore al 5%. Il saldo percentuale tra variazioni di aumento e diminuzione è negativo (-35,7% contro il -24,1% della precedente indagine). Il 55,6% (rispetto al 43,9% nel terzo trimestre) del campione registra un calo su base annua degli ordini ai fornitori e il saldo percentuale complessivo è negativo: -48,7% (-30,7% nello scorso trimestre).

La diminuzione degli ordinativi ai fornitori è riscontrata anche dal dato medio regionale (il saldo percentuale è a -37,2%) e dai risultati in tutte le altre province lombarde. E’ in rallentamento la dinamica dei prezzi dei prodotti venduti: la variazione a Bergamo nel quarto trimestre è di +0,2% (come in Lombardia) rispetto al +0,6% della precedente indagine. L’occupazione cala leggermente nel quarto trimestre del 2008 (-0,11% contro un +0,44% a livello regionale) come risultato di un tasso d’ingresso del 2,35% e di un tasso di uscita del 2,46%.

In miglioramento le prospettive per il trimestre successivo: il saldo tra segnalazioni di segno opposto (aumento-diminuzione) è positivo e in progresso per le vendite (+32,5% contro il precedente 13,8%), l’andamento degli ordini ai fornitori (+33,3% a seguito del +25,2 del terzo trimestre) e il giro d’affari (+31,6% contro il precedente 13,9%).

La previsione sull’occupazione registra invece un saldo positivo più contenuto (+7,6%) sugli stessi livelli (+7,8%) della scorsa indagine.

a.ceresoli

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