Portalettere, basta straordinari
Al via un mese di «passione»

Si comincia venerdì prossimo, 17 luglio, e si andrà avanti per un mese esatto, fino al 17 agosto: è la mobilitazione regionale dei lavoratori di Poste Italiane spa, uno sciopero degli straordinari per tutti gli addetti al recapito, compresi gli addetti alla lavorazione interna e alla logistica, in protesta contro quello che i sindacati regionali hanno definito “uno stato di completo caos organizzativo e gestionale, che evidenzia un sistema di erogazione del servizio di consegna della corrispondenza connotato da forti, diffuse e insostenibili criticità”.

Con la protesta, prevista in tutto il territorio lombardo, si chiederanno la copertura degli organici con assunzioni a tempo indeterminato, il miglioramento delle condizioni ambientali e di sicurezza degli addetti al recapito, il diritto alle ferie. Lo sciopero è stato proclamato dalle segreterie regionali della Slc-Cgil, di Uilpost-Uil e di Ugl-Com dopo l’apertura di una vertenza il 15 giugno scorso e dopo che, al riguardo, ogni tentativo di intesa si è rivelato vano.

Nell’arco del mese di agitazione, lo sciopero verrà sospeso nella giornata del 31 luglio per una serie di scadenze fiscali. “Anche nella provincia di Bergamo, dove esistono 13 centri di recapito, la situazione è difficile come nel resto della Lombardia” spiegano Fabrio Truzzi della Slc-Cgil e Rossana Pepe della Uilpost-Uil di Bergamo. “Già in partenza manca il personale che dovrebbe sostituire chi va in ferie o si trova in malattia, tecnicamente chiamato ‘scorte’. In più, ci sono lunghe assenze dovute ad infortuni e o trasferimenti definitivi, che dovrebbero essere sostituite da contratti a termine che per ora non coprono il reale fabbisogno. Con l’arrivo dell’estate e del periodo delle ferie, poi, più che negli anni passati, stiamo toccando il fondo: i contratti a termine che l’azienda ha stipulato non sono sufficienti. Ci aspettavamo uno sforzo in più. Restiamo convinti che i contratti a termine non siano la soluzione di tutti problemi: il fatto è che ora non bastano più nemmeno quelli. In più, vogliamo denunciare la mancanza di personale anche tra i ‘ripartitori’, cioè il personale adibito allo smistamento della corrispondenza: anche qui si sta aprendo una situazione difficile”.

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