Lunedì 16 Dicembre 2013

Contratti di solidarietà

Cisl: 12mila posti salvaguardati

Operai al lavoro

Sono oltre 12mila i posti di lavoro salvaguardati nel settore manifatturiero lombardo, grazie all’utilizzo di contratti di solidarietà in alternativa a cassa integrazione e licenziamenti. È quanto emerge dal monitoraggio periodico realizzato dai sindacati di categoria della Cisl lombarda.

«Con oltre 75mila licenziamenti complessivi stimati a fine 2013, l’anno che si apre si preannuncia altrettanto difficile, per il tessuto produttivo e il mondo del lavoro lombardo – commenta Gigi Petteni, segretario generale della Cisl Lombardia -. Gli ultimi dati raccolti ci confermano che l’utilizzo del contratto di solidarietà è uno strumento sempre più necessario e utile per fronteggiare la crisi riducendo gli orari di lavoro ed evitando i licenziamenti o gli esuberi tra i lavoratori. Uno strumento che dev’essere favorito e diffuso su larga scala. Quindi ben venga l’approvazione della legge regionale».

I contratti di solidarietà stipulati nel settore manifatturiero negli ultimi 24 mesi e attualmente in corso, infatti, coinvolgono 44.123 lavoratori di 389 aziende. La riduzione di orario media è pari al 28%, questo significa che i posti di lavoro salvaguardati sono oltre 12.000. Sono ormai diverse le aziende coinvolte, tra queste numerose piccole e medie imprese, e importanti gruppi di maggiori dimensioni, tra questi: Acciaierie venete, Stefana, Alfa Acciai, Beretta, Gnutti, Iveco di Brescia, Ferriera Valsabbia, Marzoli, Innse, Electrolux, Indesit, Peg Perego, Compel, Linkra, Selex, Riva acciaio, Metalcam, Sisme, Candy.

Il Consiglio regionale della Lombardia ha programmato per mercoledì 18 dicembre la discussione e approvazione di una legge regionale di sostegno ai contratti di solidarietà. «Siamo soddisfatti per due motivi - sottolinea Petteni -. Da un anno il sindacato confederale chiedeva alla Regione misure concrete per diffondere in Lombardia il ricorso ai contratti di solidarietà soprattutto tra le imprese medio-piccole che spesso non considerano nemmeno questa possibilità, e in secondo luogo le forze politiche hanno cambiato l’impostazione troppo rigida e sbilanciata del progetto di legge iniziale ascoltando le osservazioni e le proposte della Cisl e di tutto il sindacato confederale».

La legge, in sostanza, definisce obiettivi e strumenti per il sostegno alle imprese e ai lavoratori che saranno coinvolti da nuovi accordi di solidarietà, dando mandato alla giunta regionale, d’intesa con le parti sociali, di formulare le migliori forme di incentivo e di sostegno. «Auspichiamo che con l’approvazione della legge si apra una stagione di forte lavoro comune tra le istituzioni, le forze sociali ed economiche – sottolinea Petteni – per fare del lavoro e della crescita la priorità su cui indirizzare tutti la nostra azione».

Molto positivo per la Cisl è in particolare l’attenzione rivolta alle piccole imprese per le quali la legge nazionale che regola il ricorso ai contratti di solidarietà è debole, il richiamo alla possibilità dei contratti di solidarietà espansivi, ovvero che stabilizzano occupazione precaria tramite la riduzione degli orari di tutti i lavoratori, e la disponibilità a cofinanziare gli interventi di sostegno che gli enti bilaterali (a partire da quello dell’artigianato) stanno già prevedendo. «Questo intervento - conclude il segretario generale della Cisl lombarda - ci richiama tutti a fare di più per sostenere imprese e lavoratori ancora fortemente coinvolti dalla crisi e dalla recessione proprio nella settimana in cui dovremo riuscire a garantire dall’imminente 1° gennaio 2014 le regole per la prosecuzione della cassa in deroga che le scelte incerte e sbagliate del Governo stanno mettendo in discussione».

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