Licenziamenti a dicembre:
sempre un bagno di sangue

Quindicimila licenziamenti in un anno, solo settemila nella media e grande impresa. Un bagno di sangue il 2013 per le tute blu. Sono 533 i licenziamenti in Lombardia nel settore metalmeccanico, relativamente alla media e grande impresa. Dati parziali di dicembre.

Quindicimila licenziamenti in un anno, solo settemila nella media e grande impresa. Un bagno di sangue il 2013 per le tute blu. Sono 533 i licenziamenti sul territorio lombardo nel settore metalmeccanico, relativamente alla media e grande impresa. I dati si riferiscono al mese di dicembre ancora in corso.

Secondo le stime diffuse dalla Fiom Cgil, dunque, c’è un aumento considerevole di esuberi rispetto all’anno precedente, in cui a perdere in lavoro erano stati in 415. I distretti più interessati da quest’ondata di licenziamenti di fine anno sono stati Milano 162 licenziati (nel dicembre del 2012 erano stati 118, aumento pari al 30,39%) e la provincia di Monza e Brianza 109 (80 nel 2012, 20,45% in più). Impennata di licenziamenti nella coda di fine anno anche a Lecco, 41 esuberi rispetto ai 6 dell’annata scorsa, 49 licenziamenti anche nel Varesotto (+9,19%, nel 2012 a perdere il lavoro erano stati in 30).

Il dato tendenziale anno su anno fa capire le difficoltà occupazionali dell’intera regione. Sono settemila i licenziamenti (esattamente 6990). Nell’analogo periodo dell’anno precedente la scure dei licenziamenti si era abbattuta su 5476 dipendenti delle aziende medio-grandi. Un aumento del 27,6% nell’arco di 365 giorni.

Ad ogni licenziamento nella media impresa, ne corrisponde uno tra le piccole aziende, l’artigianato, ecc, che non è contemplato nella statistica. Ecco perché c’è poco da stare allegri e servono provvedimenti immediati secondo la Fiom. I comprensori più tartassati sono la Bergamasca, dove c’è stato un picco rispetto al dato del 2012 (licenziamenti pressoché raddoppiati), le zone del Pavese e del Milanese, lieve diminuzione di licenziamenti nel bresciano, mentre crescono a Lecco, Cremona e Lodi.

«Si tratta di dati che trasmettono inconfutabilmente un quadro nero per il 2013. Sono cifre che fanno capire che la ripresa e lontanissima e senza sostegni e tutele ai lavoratori è impossibile immaginare di combattere la crisi. In questo senso può servire molto la misura dei contratti di solidarietà appena approvata in Regione», argomenta Mirco Rota, segretario generale dei metalmeccanici della Lombardia.

Secondo il ragionamento del segretario della Fiom bisogna allora fare presto per far entrare la legge in vigore: «Adesso che la Regione Lombardia ha approvato la legge sui contratti di solidarietà, bisogna che la Giunta regionale operi immediatamente per far sì che nei primi giorni dell’anno sia disponibile il regolamento attuativo e nel breve volgere di qualche settimana si possa applicare la norma a sostegno di tanti lavoratori», soggiunge Rota.

«Non si può ripetere un 2014 così. Si rischia che interi territori perdano pezzi di industria e si impoveriscano ulteriormente dal punto di vista socio economico: è il caso di Bergamo, Brescia, Milano. Ma ormai in tutta la Lombardia si annaspa, la politica deve prendere atto che la crisi non aspetta, è incalzante e va affrontata a ogni livello, impiegando tutte le risorse disponibili».

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