Mercatone Uno, dichiarato fallimento
Trenta lavoratori a rischio a Verdello

Shernon Holding, la società che gestiva punti vendita di Mercatone Uno, è stata dichiarata fallita. Lo rende noto la Filcams-Cgil di Reggio Emilia con una nota. Davanti a numerosi negozi chiusi sono in corso presidi e sit-in dei lavoratori.

I lavoratori sono venuti a conoscenza del fallimento via Facebook nella notte di venerdì 24 maggio: «Non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda», ha spiegato Luca Chierici, segretario della Filcams di Reggio Emilia. Shernon Holding aveva acquisito i 55 punti vendita meno di un anno fa e circa un mese fa aveva presentato domanda di ammissione al concordato preventivo. Sono oltre 1.800 (di cui una trenta all’ex Mercatone Uno di Verdello) i dipendenti in tutta Italia. Per il 30 maggio era stato convocato al ministero dello Sviluppo economico il tavolo di crisi su Shernon-Mercatone Uno. Il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, appresa la notizia, ha fatto sapere che il tavolo sarà anticipato a lunedì 27 maggio.

Sono oltre 500 le aziende fornitrici coinvolte dalla vicenda della Mercatone Uno, che vantano crediti non riscossi per circa 250 milioni di euro. Di fronte alla sentenza di fallimento, l’Associazione Fornitori Mercatone Uno rende noto di seguire attentamente «il percorso giuridico che si evolverà, soprattutto per capire le conseguenze tra questo fallimento e il procedimento di amministrazione straordinaria del Gruppo Mercatone, al fine di tutelare i crediti dei propri associati e i livelli occupazionali». I fornitori, ha dichiarato William Beozzo Direttore dell’Associazione, «hanno sempre manifestato a tutti gli organi competenti le proprie perplessità sull’operazione con Shernon Holding. Sono stati persi altri 8 mesi e ulteriori risorse finanziarie. Ricordiamo che in gioco non ci sono solo i 1.860 dipendenti del Gruppo, a cui mandiamo tutta la nostra solidarietà, ma anche tutti i dipendenti delle nostre aziende, un indotto che coinvolge in Italia quasi 10.000 persone»

«In sei mesi la Shernon Holding ha trascinato al fallimento una società presente su tutto il territorio nazionale e che occupa oltre 1800 lavoratori – dichiara Terry Vavassori, della segreteria Fisascat Cisl di Bergamo – . Questo, naturalmente ci pone delle domande sulle sue capacità industriali e sulla bontà delle operazioni che voleva mettere in atto. Oggi chiediamo che si trovino metodi e finanziamenti per far continuare una realtà, e giovedì 30 maggio, con l’incontro già programmato al Mise, che quantomeno il ministero attui una serie di azioni e offra la propria responsabilità per dare risposte concrete ai lavoratori». Terry Vavassori non usa mezzi termini per definire la propria preoccupazione e rabbia per una «decisione a ciel sereno», comunicata poco prima di mezzanotte e ai lavoratori «in diretta, alle 8 di mattina mentre stavano entrano nel negozio».

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