Brasile, affidata a un bergamasco
la figlia dell'imprenditore ucciso

Caterina Codeluppi, figlia dell’imprenditore bergamasco Giuseppe Codeluppi ucciso nella sua fazenda 20 giorni fa in Brasile con un solo colpo di arma da fuoco da un minorenne del posto, è stata accompagnata in affidamento temporaneo nel paese rivierasco di Cumbuco nella casa di Pierattilio Maino, l’altro imprenditore bergamasco, emigrato in Brasile nel 1999 dove ha aperto una impresa di fotoceramiche funerarie, Lo ha deciso il giudice del tribunale dei minori di Caucaia.

Dopo l’omicidio, il quindicenne Cristiano Araujo Pinheiro si era consegnato direttamente nelle mani del Giudice di Caucaia (cittadina a soli 20 Km. dalla capitale dello Stato Federale del Ceará, Fortaleza), ed ora rischia una pena che secondo la legge brasiliana può prevedere – per i minori - fino ad un massimo di soli tre anni di reclusione. Nella deposizione del minorenne dovrebbe uscire il vero movente dell’omicidio commesso sull’uscio di casa nella fazenda dove Giuseppe Codeluppi viveva con la figlia 14enne Caterina, che ha assistito direttamente alla drammatica scena.

Su disposizione della famiglia Codeluppi a Bergamo, Pierattilio Maino ha fatto intervenire una impresa di sicurezza privata che metterà sigilli sulla proprietà provvedendo con guardie armate alla difesa della fazenda depredata già due volte da banditi armati. La vicenda ha allarmato anche la comunità di italiani residenti a Fortaleza dove è attiva l’Associazione Italiani del Cearà il cui presidente è un altro bergamasco, Giuseppe Carrara, che da circa 12 anni gestisce un’officina per autoveicoli nella frequentatissima Praia de Iracema.

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