Al via il censimento mondiale delle collezioni naturalistiche

Una maggiore comprensione dei cambiamenti climatici e la capacita' di ruscire a prevedere il rischio di future pandemie sono soltanto alcune delle possibilita' che si aprirebbero realizzando un censimento completo delle piu' importanti collezioni custodite nei musei di storia naturale di tutto il mondo. A lanciare l'idea sulle pagine della rivista Science sono 73 istituzioni di tutto il mondo, tra cui il Museo di Storia Naturale dell'Universita' di Firenze.

All'interno dei musei esistono collezioni immense di materiali raccolti in decine e decine di anni, un patrimonio fondamentale per conoscere il passato del nostro pianeta, analizzare il presente e aiutare a sviluppare nuove conoscenze per il futuro. Un patrimonio pero' spesso frammentato e poco condiviso. Per cercare di unificarlo alcuni dei maggiori musei naturalistici del mondo hanno deciso di partecipare a un grande censimento: 1,1 miliardi di reperti naturalistici suddivisi in 19 settori. Il censimento ha preso il via con la partecipazione di 73 istituti di 28 Paesi del mondo, tra cui per l'Italia il Museo di Storia Naturale di Firenze; uno dei primi elementi emersi e' che appena il 16% di queste collezioni e' disponibile digitalmente e di appena lo 0,2 dei campioni sono disponibili dati genomici.

Secondo i responsabili del progetto, mettere in condivisione queste informazioni potrebbe fornire dati oggettivi fondamentali per affrontare molte sfide per il futuro, a partire dalla capacita' di poter prevedere meglio possibili nuove epidemie dovute al salto di specie di patogeni (come avvenuto con Sars-CoV-2), comprendere meglio la reale perdita di biodiversita' nel pianeta, contrastare la diffusione di specie aliene o monitorare i cambiamenti climatici.

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