Terno d’Isola, due panetti di 2 chili di coca
e 107 mila euro nascosti in una Fiat Panda

L’operazione della Squadra Mobile della Polizia di Stato: arrestato un 40enne marocchino.

Due panetti di cocaina dal peso complessivo di 2,165 chilogrammi e la somma di 103.500 euro nascosti in una Fiat Panda a Terno d’Isola. La Polizia di Stato anche questa settimana ha proseguito, in città e in provincia, l’attività di contrasto al crimine e al traffico di stupefacenti. Nello specifico, personale della Squadra Mobile si è interessato a una particolare area del Comune di Terno d’Isola, dove era stata segnalata la presenza di tossicodipendenti e soggetti gravitanti nel mondo degli stupefacenti.

Nel primo pomeriggio di martedì 10 dicembre gli agenti della sezione Antidroga della Squadra Mobile hanno notato un uomo, poi rivelatosi il pregiudicato marocchino K. A., 40 anni, che armeggiava all’interno di una Fiat Panda di colore nero, da cui si allontanava con fare guardingo, dopo avervi deposto qualcosa all’interno.

Gli agenti hanno deciso di bloccarlo e controllarlo. L’uomo ha tentato una breve e vana fuga, verosimilmente per distogliere l’attenzione dall’autovettura, ma è stato comunque fermato, e la perquisizione ha consentito di rinvenire due involucri, contenenti rispettivamente 10 e 11 grammi di cocaina, di cui il pregiudicato aveva tentato di disfarsi, ma che sono stati recuperati dagli uomini della sezione Antidroga. Lo stesso deteneva anche la somma di 1.970 euro, e ovviamente anche le chiavi della Fiat Panda, da cui era stato visto fuoriuscire.

La perquisizione all’interno del veicolo ha consentito anche di rinvenire un ulteriore involucro con 5 ulteriori grammi di cocaina, ma soprattutto due panetti di cocaina dal peso complessivo di 2,165 chilogrammi e la somma di 103.500 euro. Ulteriori 1.590 euro venivano rinvenuti all’interno dell’abitazione dell’uomo, sita nel comune di Terno d’Isola ed anch’essa perquisita.

Il marocchino è stato tratto in arresto e portato alla casa circondariale di via Gleno a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA