Una statua
fuori taglia

Ottantacinque metri di Padre Pio illuminato dall’interno, nel gesto di liberare una colomba. Il plastico parla chiaro, mentre gli abitanti di Ogliastro in Cilento (provincia di Salerno) preferiscono tacere per l’imbarazzo davanti al faraonico progetto deliberato dall’amministrazione locale e caldeggiato dal sindaco Michele Apolito.

L’incertezza sulla realizzazione dell’opera pubblica dipende da due dettagli: per edificarla bisognerebbe sbancare una collina e il costo del monumento (150 milioni di euro) non sembra poterlo coprire nessuno. Tanto è vero che il plastico è stato realizzato con il contributo di un devoto pasticciere (8.000 euro) e che per ora il Comune ha investito solo altri 2.000 euro per «disciplinare il flusso» (con transenne, con tornelli?) dei curiosi che eventualmente volessero vederlo dentro la sala del municipio. Fossimo più a nord sarebbe un racconto di Vitali. Fossimo più a sud potrebbe firmarlo Camilleri. Tutto molto italiano, tutto molto teorico. Anche se il sindaco sembra deciso a realizzare la statua che dovrebbe far concorrenza al Colosso di Rodi e al Cristo Redentore di Rio.

Ogliastro è un paese di duemila abitanti con un paio di problemi infrastrutturali non indifferenti: manca l’acquedotto (in caso di siccità la cisterna basterebbe per due giorni), mancano le fognature e le strade sono insufficienti. Nonostante ciò l’amministrazione non intende abbandonare il sogno, anche se nessuno parla di progetto esecutivo, che costerebbe circa 15 milioni. Senza contare che da 22 anni Ogliastro attende una piscina olimpica comunale, ma le ristrettezze finanziarie hanno ridotto a tre le ipotetiche corsie. In generale diremmo che non è il caso. E siamo convinti di non essere lontani dal pensiero, per esempio, del Papa.

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