Giovedì 07 Gennaio 2010

Da Sassari a Bergamo
l'olio di «bosana»

«Se la cultura del vino ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, quella dell'olio d'oliva è ancora alla preistoria. Pochi conoscono e apprezzano la differenza tra un olio e l'altro, mentre invece l'olio d'oliva, come e forse più del vino, ha millenni di storia e di cultura, è prodotto mediterraneo per eccellenza, è ricchezza per la tavola». Antonella Pinna, sarda di nascita, bergamasca d'adozione, è titolare con i fratelli Gavino e Leonardo della azienda agricola che porta il loro cognome: migliaia di piante d'olivo alle porte di Sassari, piante di "bosana", qualità di ulivo molto pregiata.

«La nostra azienda di famiglia - afferma Antonella - nasce ai primi del Novecento e si basa sul pieno rispetto della natura e quindi della salute del consumatore. Mettiamo tanta passione in questo lavoro, frangiamo le olive immediatamente dopo la raccolta, dopo averle private delle foglie e lavate in acqua corrente. Otteniamo un olio di pregio che abbiamo chiamato Antichi Uliveti del Prato, perché la contrada si chiama Prato Comunale. L'altra tipologia che produciamo, per la quale siamo grati a Luigi Veronelli che ci ha illuminato in questa scelta, è l'olio denocciolato di bosana: le olive sono schiacciate dopo che sono state private del nocciolo, ottenendo un prodotto eccezionale per eleganza e finezza. Da qualche anno abbiamo inserito un terzo olio, "Maccia d’Agliastru”, prodotto sempre con olive bosana ma raccolte su terreni di diversa composizione, il che conferisce aroma e gusto particolari».

Se il "braccio" dell'azienda Pinna è a Sassari (la sede aziendale si trova a Ittiri, ad alcuni chilometri dal capoluogo sardo), a Bergamo è la "mente", Antonella appunto, che risiede in città da 30 anni, sposata e madre di due ragazzi, Alessandro ed Emanuele. Antonella - che fa parte attiva della Associazione nazionale Donne dell'Olio - si occupa dell'immagine e del marketing, convinta della grande qualità dei suoi prodotti, anche per i numerosi apprezzamenti da parte dei guru della gastronomia italiana e per le numerose vittorie in concorsi nazionali e internazionali. Oltre alle tre tipologie di olio, ci sono una serie di verdure coltivate con metodi naturali nelle campagne di proprietà e messe sott'olio: carciofi, cipolline, zucchine, asparagi, peperoni, melanzane, favette, bietole selvatiche, pomodori, cavolfiori. Una serie di proposte che si trovano nei migliori negozi di specialità alimentari in Italia e all'estero e vanno a impreziosire numerosi cesti regalo e le tavole dei buongustai. Le bietole selvatiche sott’olio di Pinna (votazione 8) sono state classificate da Gianni Mura su “La Repubblica” tra le 100 cose o persone da ricordare alla fine del 2009. Recentemente anche la rivista americana “Wine Spectator” ha dedicato una ottima recensione all’olio “Antichi Uliveti” di Pinna.

Roberto Vitali

e.roncalli

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