Ecco la guida Slow Wine 2016 Ci sono solo 4 cantine bergamasche

Ecco la guida Slow Wine 2016
Ci sono solo 4 cantine bergamasche

Un volume di ben 1.080 pagine , con 1.917 cantine segnalate, 23.000 vini degustati: questo il biglietto da visita della nuova Guida Slow Wine 2016 edita da Slow Food Editore (costa 24 euro) in collaborazione con la Fisar (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori). Un patrimonio di consigli pratici per orientarsi nel vastissimo panorama enologico nazionale.

Naturalmente c’è un minimo di graduatorie e riconoscimenti a chi merita di più: 188 Chiocciole (la cantine che interpretano al meglio i valori organolettici, territoriali, ambientali di Slow Food), 174 Bottiglie (produttori che sanno esprimere qualità per ciascuna delle etichette presentate), 132 Monete (buon rapporto qualità-prezzo), 252 Vini Slow (oltre alla qualità organolettica riescono a condensare caratteri legati a territorio, storia e ambiente); 156 Grandi Vini (eccellenti sotto il profilo organolettico); 246 Vini Quotidiani (le migliori bottiglie a non più di 10 euro in enoteca); 456 aziende con possibilità di ospitalità e ristoro; 704 cantine che offrono lo sconto del 10 per cento sull’acquisto dei vini. Un enorme lavoro su tutto il territorio nazionale è stato possibile grazie a una nutrita schiera di collaboratori, più di 200, sparsi in tutte le regioni.

I tre fiduciari Slow Food della Bergamasca. Da sin. Golino, Schiavino e Magni

I tre fiduciari Slow Food della Bergamasca. Da sin. Golino, Schiavino e Magni

E Bergamo? Nella sezione Nord Lombardia troviamo recensite quattro aziende bergamasche: Tosca di Pontida (vino preferito il Valcalepio Rosso «Rosso del Lupo»); Angelo Pecis di San Paolo d’Argon (il vino più elogiato è il Franconia Imberghem Terre del Colleoni 2013, autentico omaggio al territorio); Biava di Scanzorosciate (con il suo Moscato di Scanzo 2012, «uno dei più buoni di sempre»); Medolago Albani di Trescore Balneario («sempre interessante il Valcalepio Bianco 2014, piacevole il Metodo classico Rosé ottenuto con Pinot Nero»).

Nessuna delle quattro aziende bergamasche viene premiata con menzioni particolari, per cui nessun produttore bergamasco è arrivato a piazzare i suoi vini nel tradizionale «Gioco del Vino» che in tutta Italia Slow Food organizza per far degustare a soci e simpatizzanti i vini giudicati tra i migliori nella sua Guida.

Le tre Condotte di Bergamo hanno scelto per la serata del «Gioco del Vino» lo Show Room di Pentole Agnelli a Lallio. Ben 12 i vini degustati in abbinamento ai piatti preparati da Fabio Borgonovo, componente della équipe dello chef Chicco Coria. A guidare la simpatica degustazione i tre fiduciari: Stefano Golino per Bergamo città; Barbara Schiavino per la Bassa Bergamasca e Silvio Magni per le Valli Orobiche. I partecipanti sono stati anche invitati a rispondere a un questionario sul vino. Tra coloro che hanno risposto esattamente a tutte le domande sono stati sorteggiati i vincitori delle bottiglie di vino che erano in palio.


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