Pasticcieri, la crisi  colpisce il settore

Pasticcieri, la crisi
colpisce il settore

Benchè abbiano a che fare ogni giorno con zucchero, cioccolato e miele, sono anni difficili e abbastanza amari anche per i pasticcieri. La crisi economica non li ha risparmiati. Lo dicono le stesse cifre statistiche della Camera di Commercio.

Nel 2006 le pasticcerie in Bergamasca erano 189; oggi, dieci anni dopo, sono 144. Un centinaio circa sono i pasticcieri artigiani iscritti al Consorzio presieduto da Giosuè Berbenni, costituito nel 1978 e ancora oggi punto di riferimento per la categoria.

«La nostra crisi involutiva – conferma il vicepresidente del Consorzio, Giovanni Martinelli – è iniziata nel 2010. La crisi del mondo del lavoro, che tuttora persiste, ha allontanato dalle pasticcerie diversi consumatori, che si accontentano della pasticceria industriale, che costa meno ma è anche meno gustosa rispetto alla nostra. Ci si è messa anche la moda del mangiare vegetariano e vegano per allontanare una parte della clientela. Noi abbiamo risposto con torte e pasticcini vegetariani e vegani, che non contengono uova, burro né latte, ma è una clientela marginale».

Da sinistra Berbenni, Colotti, Carrara e Martinelli

Da sinistra Berbenni, Colotti, Carrara e Martinelli

Nonostante in televisione le trasmissioni dedicate alla pasticceria siano parecchie, la realtà è invece ben lontata da quelle apparenze. «Manca il ricambio generazionale – afferma il presidente Berbenni – perché questo è un lavoro che può dare sì soddisfazioni ma richiede un grande spirito di sacrificio. Il lavoro è molto impegnativo e gli stessi figli di pasticcieri talvolta non vogliono seguire le orme paterne. Quanto poi ai ragazzi che escono dalle scuole alberghiere devo dire che molto spesso sono grandi delusioni. La maggior parte non cercano nemmeno il lavoro, quelli che lo vorrebbero fare sono spesso incapaci o dopo le prime esperienze abbandonano perché lo trovano un lavoro troppo impegnativo».

Nonostante questo panorama non proprio idilliaco, il Consorzio ha organizzato anche quest’anno la Festa del pasticciere artigiano che costituisce un’importante occasione di ritrovo per soci, maestranze, familiari, amici e ditte fornitrici. Dopo la celebrazione della Messa, tutti al ristorante Il Pianone per una cena con musica dal vivo, balli e estrazione dei premi offerti dalle ditte fornitrici.

Momento clou l’assegnazione del premio Rosa d’oro (un prezioso gioiello firmato da Roberto Spagnolo) che rende omaggio ad una donna pasticciera distintasi per professionalità e anzianità di lavoro a sostegno dell’azienda di famiglia. Il premio è stato assegnato a Francesca Colotti , che da 20 anni collabora con il marito Roberto Benini e la figlia Manuela nella gestione della Pasticceria Scotti di Gazzaniga, in Valle Seriana (il nome è rimasto dalla precedente gestione).

Il premio è stato consegnato dal presidente di Confartigianato Imprese Bergamo, Angelo Carrara, che si è congratulato per l’attività del Consorzio. «Con la sinergia si vince», ha detto. Ricordando che nel 2017 Bergamo e la Lombardia orientale saranno celebrate come Regione europea della Enogastronomia, Carrara ha invitato a organizzare un concorso per celebrare l’avvenimento con un dolce nuovo, rappresentativo dell’evento. A proposito delle nuove normative sulle etichette dei prodotti alimentari, Carrara ha ricordato che il 24 ottobre, ore 18, nella sede di Confartigianato, in via Torretta 12, è fissato l’incontro con tutti gli alimentaristi. Un funzionario che arriverà da Roma illustrerà e chiarirà tutti i dubbi sulla normativa, che dovrebbe entrare in vigore dal 13 dicembre.


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