Giovedì 05 Giugno 2014

Flotte aziendali:

più metano e Gpl

Flotte aziendali

Recentemente, nella cornice dell’Autodromo di Monza, Andrea Solari, direttore del Corporate Vehicle Observatory di Arval Italia, e Gian Primo Quagliano, presidente di Economotrica, hanno presentato i risultati della ricerca di mercato «L’utilizzo di veicoli a metano e Gpl nelle flotte aziendali».

Lo studio, volto ad evidenziare le opinioni e i consuntivi di fleet e mobility manager che gestiscono flotte con veicoli a metano e Gpl, è stato condotto con una doppia metodologia di analisi: quantitativa, attraverso un’indagine on line che ha coinvolto un campione di 256 aziende, e qualitativa, con interviste approfondite a 13 figure aziendali deputate alla gestione della mobilità.

La ricerca evidenzia come la maggior parte delle aziende intervistate utilizzi stabilmente veicoli ad alimentazione alternativa dal 2007, con alcune aziende «best in class» che da oltre un decennio hanno in parco tali veicoli. Ad orientare aziende e utilizzatori finali nella scelta di un veicolo a metano e Gpl sono essenzialmente due componenti: l’economicità, traducibile sia in un netto risparmio sulle spese del carburante che nella mobilità continua garantita da queste alimentazioni, anche in caso di blocchi del traffico o accesso alle Ztl, e il beneficio ambientale in termini di minori emissioni inquinanti.

Dal punto di vista economico i vantaggi sono facilmente quantificabili considerando che a parità di importo speso per il rifornimento la percorrenza media di una vettura a metano è quasi tre volte quella di un veicolo alimentato a benzina. Tutto ciò si riflette, ovviamente, in un sensibile risparmio sulla spesa annua per il carburante.

Un altro aspetto che emerge dallo studio è relativo alla flessibilità di utilizzo di queste alimentazioni: i gestori di flotte sottolineano, infatti, come metano e Gpl siano adatti sia ad un utilizzo urbano che extra urbano. Positiva anche l’opinione dei driver, a ulteriore testimonianza della fruibilità di questi veicoli. Una valutazione positiva confermata anche dalle previsioni fatte dai fleet manager sull’incremento del numero di veicoli a mentano e Gpl nella propria flotta. Infatti, il 58 % dei Fleet Manager che già hanno in flotta veicoli a metano e il 47 % di coloro che gestiscono veicoli a Gpl affermano di voler incrementare, in futuro, il numero di tali veicoli.

La ricerca evidenzia anche alcuni elementi di criticità. Uno su tutti la rete distributiva, percepita ancora come limitata, in particolare per il metano. Il numero di distributori è in crescita, ma risulta molto concentrato in alcune regioni (in particolare in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Toscana): un vincolo, quindi, per quelle aziende che operano su tutto il territorio nazionale. Da affinare, inoltre, la metodologia di calcolo dei benefici economici derivanti dall’utilizzo di veicoli a metano e Gpl: le aziende intervistate dichiarano, infatti, di utilizzare delle stime per quantificare il risparmio economico ottenuto. Tuttavia non dispongono di strumenti strutturati di calcolo e reporting puntuali in grado di porre in relazione il risparmio sul carburante con gli altri vantaggi economici ottenuti dalla circolazione anche in Ztl o durante blocchi del traffico.

«Sono sempre di più le aziende italiane interessate ai veicoli a metano e Gpl - dichiara Andrea Solari, direttore del Corporate Vehicle Observatory di Arval Italia - e questo trend è confermato anche dal continuo aumento della gamma di veicoli alimentati a gas proposta sul mercato dalle case costruttrici. Pur in presenza di alcune criticità, prima fra tutte la rete di distribuzione ancora limitata, l’opinione di chi già da tempo utilizza questi veicoli in ambito aziendale è positiva. Viene evidenziata la flessibilità di utilizzo e il beneficio economico ottenibile. Lo sviluppo di alcuni servizi dedicati a tali alimentazioni (dall’assistenza tecnica specifica alla mappa dei distributori, alla possibilità di utilizzare carte carburante anche per i rifornimenti di metano e Gpl) possono, a nostro avviso, favorire ulteriormente la diffusione di queste alimentazioni».

Daniele Vaninetti

© riproduzione riservata