Caccia al tesoro tra il reale e il virtuale Bergamo è disseminata di indizi - Mappa
Geocaching

Caccia al tesoro tra il reale e il virtuale
Bergamo è disseminata di indizi - Mappa

Una caccia al tesoro, proprio come quando si portavano le braghe corte, con un pizzico di innovazione. Si chiama «Geocaching» ed è un gioco, trasformato poi in app, diffuso in tutto il mondo, anche in provincia di Bergamo, dove sono state disseminate decine di indizi da trovare. Come? Con l’aiuto della tecnologia.

Grazie al Gps, il sistema di geolocalizzazione degli smartphone, è possibile raggiungere l’indizio nascosto da un partecipante al gioco. Di solito si tratta di un piccolo contenitore in cui viene lasciato un taccuino, su cui il «geocacher» certifica il segno del suo passaggio. Trovare l’indizio non è sempre semplice: a volte è necessario risolvere un rompicapo. Una volta trovato, l’app verrà aggiornata e si può puntare alla prossima sfida. A questo link potete trovare la mappa con gli indizi sparsi nella città di Bergamo. Come potete vedere sono tantissimi, soprattutto sui colli e le scalette che portano a Città Alta, dove l’impresa diventa ardua.

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La particolarità di questo gioco, ritenuto da molti uno vero e proprio sport, è che consente di scoprire luoghi spesso sottovalutati, non compresi nei classici itinerari turistici. È l’aspetto principale della filosofia dell’app: sfruttare gli indizi per fini naturalistici e culturali, a tal punto da creare un vero e proprio turismo parallelo del geocaching. Non mancano curiosi episodi di ritrovamenti un po’ turbolenti: a Padova, ad esempio, un contenitore è stato scambiato per una bomba. Sul posto sono intervenuti gli artificieri che lo hanno fatto brillare. In Svizzera la polizia ha fermato un giocatore che stava nascondendo un geocache. Gli agenti non hanno creduto alla spiegazione del ragazzo, che è finito in cella per un paio di notti. Una volta risolto l’equivoco, è stato rilasciato.


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