Il Betamax alza bandiera bianca Sony non produrrà più videocassette

Il Betamax alza bandiera bianca
Sony non produrrà più videocassette

Per i consumatori di mezzo mondo era morto già a metà anni ’80, ma il Betamax - lo storico formato per i video lanciato 40 anni fa da Sony con i primi videoregistratori - ora viene salutato definitivamente dalla casa di produzione con lo stop alle vendite di videocassette Beta dal prossimo marzo.

È l’addio ad un formato che, seppur non decollato sul mercato di massa, ha rivoluzionato i consumi tv e ha scatenato la prima grande «guerra» tra formati elettronici. Sony, abbastanza a sorpresa per coloro che credevano il Betamax una tecnologia del tutto archiviata, ha annunciato dal suo sito giapponese che dal marzo 2016 non venderà più videocassette Betamax. La produzione aveva ancora un seguito in Giappone, in ambito professionale o di nicchia per pochi nostalgici, nonostante lettori e registratori fossero usciti di produzione già nel 2002. Sony fermerà anche le consegne delle cassette Micro Mv, ancora utilizzate nelle videocamere (l’ultima compatibile fu prodotta nel 2005).

Lanciato nel 1975, il formato Betamax può essere considerato l’antesignano dell’odierna tv «on demand»: con videocassette e videoregistratori compatibili, il sistema permetteva per la prima volta di guardare un film a casa nel momento desiderato e soprattutto consentiva di registrare un programma tv. Ma il Betamax viene più spesso ricordato per essere stato protagonista della prima grande «guerra» tra formati elettronici col rivale Video Home System (Vhs), della giapponese Jvc, che ancora oggi - nonostante la tecnologia sia obsoleta - è sinonimo di videocassette. Lanciato nel ’76, fu proprio il Vhs ad avere la meglio sul Betamax: per via di elementi tecnici, ma soprattutto per le scelte adottate dal produttore. Le videocassette Vhs non solo avevano una durata maggiore (quattro ore contro un’ora o poco più del Beta), ma la Jvc decise di cedere la licenza di fabbricazione di Vhs a tutte le industrie che volevano produrre videoregistratori. Il prezzo degli apparecchi scese, i consumatori cominciarono a preferirlo e le case cinematografiche iniziarono a produrre un maggiore numero di copie di film in Vhs.

Come se non bastasse sul formato di Sony cadde una impegnativa scure legale: Universal Studios e Disney avviarono una causa sulla possibilità che gli utenti potessero registrare materiale con copyright. Nel 1984 il videoregistratore fu dichiarato «non colpevole» di pirateria, ma il Vhs ormai aveva vinto nei consumi. Nell’88 Sony si arrese e cominciò a produrre apparecchi compatibili col Vhs. L’ultimo videoregistratore Betamax - formato relegato all’uso professionale - venne prodotto in Giappone nel 2002. E ora a quanto pare è arrivata la fine anche per le videocassette. Senza contare che la diffusione di nuove tecnologie ha reso ormai storia anche il Vhs. Sony ha avuto in parte una rivincita con l’affermarsi sul mercato del disco Blu-ray contro l’Hd Dvd di Toshiba, ma oggi internet e lo streaming hanno inaugurato una nuova era dell’intrattenimento. I supporti fisici, come sta già accadendo per la musica, sono destinati al declino.


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