PES 2017: la forza è nulla
senza controllo

Grazie a Real Touch e Precise Pass il gameplay di Pro Evolution Soccer fa un ulteriore passo in avanti rispetto allo scorso anno. Ma il calcistico dagli occhi a mandorla delude ancora sul fronte dei contenuti.

Piattaforma: Xbox One. Xbox 360, PlayStation 3, PlayStation 4 e PC

Genere: Calcio

Sviluppatore/Produttore: Konami

Distributore: Halifax

PEGI: 3

È passato più di un mese dal fischio d’inizio del campionato di serie A, e ormai i calciofili a 360 gradi sono completamente immersi nelle dinamiche che accompagnano l’avvio della nuova stagione calcistica: dal fantacalcio al nuovo capitolo di PES o FIFA. In questo articolo andremo ad analizzare proprio Pro Evolution Soccer 2017, nuovo arrivato della serie calcistica targata Konami, che conferma l’ottimo gameplay dello scorso anno ma offre pericolosamente il fianco sul fronte di contenuti e licenze.

Cominciamo subito con il valutare il comportamento di Pro Evolution Soccer 2017 sul campo. Ebbene, procedendo sul solco tracciato dall’edizione 2015 e ripercorso l’anno scorso, anche questo PES offre un gameplay valido, ragionato, con una forte deriva tattica. Prima riuscire a rompere le difese avversarie e trovare l’imbucata vincente il giocatore deve imbastire azioni corali e costruire fitte reti di passaggi. Il tutto reso ancora più verosimile dai già conosciuti team ID e player ID, tecnologie che simulano rispettivamente l’atteggiamento di squadre e giocatori reali. Migliorato il metro di giudizio degli arbitri – ora meno permissivi rispetto all’anno scorso – e la reattività dei portieri.

Se con l’edizione dello scorso anno Konami aveva pigiato sull’acceleratore per quanto riguarda il ritmo della partita, PES 2017 torna invece alla velocità del 2015; che riteniamo ottimale. Ovviamente non mancano novità atte a migliorare ulteriormente l’esperienza di gioco, soprattutto nel controllare il giocatore con e senza palla, aggredire gli spazi e ampliare le possibilità tecniche di un singolo calciatore. Stiamo parlando di Real Touch e Precise Pass. La prima novità permette di gestire il movimento del giocatore prima che quest’ultimo entri in contatto con la sfera, anticipando il marcatore, mentre la seconda – combinata con la prima – enfatizza la fisica della palla dando, ad esempio, la possibilità di toccare di prima per esibirsi in sponde oppure eseguire fulminee triangolazioni con i compagni. Tutte caratteristiche che danno maggior risalto alle qualità individuali dei giocatori e al controllo di palla, ovviamente se si ha l’abilità di saper sfruttare al meglio le capacità dei top player.

Per quanto riguarda le modalità, Konami ha confermato tutto il pacchetto tradizionale della serie senza sostanziali novità. Quindi, oltre alle amichevoli ci sono: allenamenti, Diventa un Mito, nella quale si vestono i panni di un giocatore reale o fittizio seguendo la sua carriera, la Master League, nella quale si ricopre il ruolo di mister, e le opzioni di gioco online con amichevoli, campionati e il “gestionale” MyClub, che introduce gli osservatori e altre opzioni per calciomercato e ingaggi, (ma sempre un passo indietro rispetto al Fifa Ultimate Team). Un pacchetto buono, ma dopo tanti anni alcuni contenuti avrebbero bisogno di una bella “rinfrescata”.

Se da un lato PES 2017 offre una licenza super accurata per quanto riguarda il top team Barcellona, con stadio e giocatori riprodotti in maniera certosina e altri extra (grazie ad un accordo esclusivo sottoscritto tra il club blaugrana e Konami), dall’altro lato il calcistico del Sol Levante è davvero molto povero per quel che riguarda le altre licenze, ancora più dello scorso anno. Ad esempio, oltre al già citato Barcellona e all’Atletico Madrid, tutte le altre squadre della Liga hanno nomi fittizi. Sempre peggio anche il campionato inglese, di cui sono state licenziate solamente Arsenal e Liverpool, mentre della Bundesliga figurano ufficialmente solamente Bayer Leverkusen, Borussia Dortmund e FC Schalke 04. E la nostra serie A? Poteva andare peggio: tutte le squadre hanno la licenza, ad eccezione di Sassuolo e Juventus.

Confermate le licenze delle competizioni internazionali: Champions League, Europa League e AFC Champions League. Tuttavia, se squadre da sempre protagoniste in Europa come Bayern, Juventus, Real Madrid e Manchester City son presenti sotto “mentite spoglie” la poesia della coppa dalle grandi orecchie viene decisamente meno. La licenza non è semplicemente una ciliegina sulla torta: i fan di giochi come PES o FIFA guardano attentamente a questi aspetti, quanto (forse persino di più) di gameplay e modalità di gioco. Konami dovrebbe cominciare a correre ai ripari poiché il gap con la concorrenza (solo da questo punto di vista) è davvero enorme.

A muovere i giocatori e dar luce agli stadi di PES 2017 c’è ancora l’ottimo Fox Engine di Konami, un motore grafico capace di offrire un dettaglio complessivo di buon livello e potenziato rispetto all’anno scorso. Oltre alla tradizionale cura maniacale per i volti dei giocatori più famosi – ma anche meno famosi – il dettaglio di diversi aspetti come il terreno di gioco, gli spalti, effetti climatici, spettatori sugli spalti e illuminazione dinamica sono stati rivisti e migliorati. Telecronaca affidata ancora una volta al duo Caressa-Marchegiani, con qualche nuova battuta ma la stessa piattezza espressiva. Teniamo a sottolineare che la versione PC di PES 2017 è un vero e proprio disastro in termini grafici: si tratta di una conversione del gioco dalla versione “old gen”,quindi PlayStation 3 e Xbox 360.

Grazie a nuovi sistemi di simulazione per migliorare il controllo di palla e calciatore il gameplay di Pro Evolution Soccer fa un ulteriore passo in avanti rispetto allo scorso anno. Se sul rettangolo verde il calcistico dagli occhi a mandorla ci ha convinto è però sul fronte dei contenuti che, ancora una volta, delude: perde altre licenze, come la Liga e altri top team come il Manchester United, e le varie modalità di gioco non hanno ricevuto novità sostanziali e cominciano a sentire il bisogno di una bella svecchiata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA