Idealismo contro populismo anche tra i maghi di Rowling

Idealismo contro populismo
anche tra i maghi di Rowling

Quello degli «Animali fantastici» di J.K. Rowling, nato da una costola di «Harry Potter», è un mondo che, come dice il regista del film, David Yates, «per quanto elevato e magico, per certi versi riflette il nostro».

Anche per questo la sceneggiatura originale de «I crimini di Grindelwald» si rivela una lettura affascinante. La vicenda si svolge tra New York, Londra e Parigi nel 1927, circa vent’anni prima degli eventi narrati nella saga di Harry Potter. È la seconda parte di cinque previste dal progetto originale della Rowling, ma come nel caso del maghetto ogni volume è autoconclusivo. Segue le avventure di Newt Scamander, mago specializzato nello studio di animali magici, con la sua valigia piena di creature incantate come lo «snaso», abilissimo cacciatore di tesori, e il dolce asticello, custode degli alberi, un amico prezioso capace di insinuarsi in spazi piccoli come le serrature.

L’atmosfera è più tesa, oscura e drammatica di quella del primo tomo della saga; attraverso il linguaggio del fantasy la Rowling affronta temi «adulti» e impegnativi come la manipolazione sociale e lo scontro di idee. Grindelwald, infatti, sogna un mondo governato dai maghi, in cui non c’è posto per i babbani, incapaci di lanciare incantesimi e quindi inferiori. Cerca di accattivarsi il consenso degli altri maghi con modi seduttivi, convogliando la loro rabbia e frustrazione contro gli «umani». Culmine di questo racconto è una riunione in cui Grindelwald illustra i suoi piani ai simpatizzanti, con un discorso pieno di trappole di populismo e demagogia in cui non è difficile rintracciare molta politica dei nostri giorni.

A fargli da contraltare c’è lo slancio idealistico di Albus Silente, che assume un ruolo di co-protagonista accanto a Scamander (più impegnato in schermaglie romantiche). La sceneggiatura ha dunque diversi livelli di lettura, da quello fantastico e avventuroso ad altri più profondi, e non si rivolge soltanto ai lettori più giovani.

Non ci sono scene tagliate, ma i fan a caccia di inediti possono comunque trovare elementi nuovi della storia: J.K. Rowling descrive nella sceneggiatura anche le emozioni provate dai personaggi, un aiuto per approfondire aspetti sui quali il film sorvola. Tra essi, per esempio, il tormentato rapporto tra Albus Silente e Grindelwald, iniziato come un’amicizia fraterna sui banchi della scuola di magia di Hogwarts, culminato con un patto di sangue che impedisce di nuocersi a vicenda, fino a concludersi con un’insanabile frattura.  


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