Vagabondaggi a New York
città del possibile

«New York è una finestra senza tende», come la definisce nella sua inconsueta guida letteraria, appena ripubblicata da Laterza sull’ onda della vittoria al Premio Strega 2017 con «Le otto montagne» (Einaudi)

È la città della musica jazz, degli scrittori, dei supereroi, delle «mille luci», ma secondo Paolo Cognetti, soprattutto, «New York è una finestra senza tende», come la definisce nella sua inconsueta guida letteraria, appena ripubblicata da Laterza sull’ onda della vittoria al Premio Strega 2017 con «Le otto montagne» (Einaudi). Lo scrittore è stato più volte nella Grande Mela e ha raccolto in questo snello volume le impressioni dei viaggi compiuti nell’ arco di cinque anni per realizzare una serie di documentari. «Scriverlo - racconta - ha dato un senso più profondo al mio rapporto con la città, ai miei vagabondaggi, alla nostalgia di lei che provo quando sono a casa».

L’ itinerario disegnato da Cognetti è libero e personale, molto diverso da quello di una guida turistica, attraversato da suggestioni storiche e letterarie, intervallate da scene di vita quotidiana. Per scoprire cosa significa mettere su «Una casa a New York» (Guanda) si possono seguire poi le orme di Adam Gopnik, giornalista del «New Yorker» e saggista. A Ellis Island era arrivato a suo tempo il nonno, ebreo russo; lui trasloca con moglie e figli piccoli dopo aver vissuto a lungo a Parigi. In questo racconto autobiografico mostra un volto scintillante della metropoli americana, ricca di possibilità, incrocio di culture e di libertà, che neppure l’ attentato alle Torri Gemelle riesce ad offuscare. Luigi Fontanella, grande esperto di migrazioni, ripercorre infine ne «Il dio di New York» (Passigli) la vita del poeta Pascal D’ Angelo, da quando a 16 anni arriva dall’ Abruzzo con le valigie di cartone, una storia che incarna in pieno il mito del «sogno americano» di cui New York è il simbolo.

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