Martedì 17 Febbraio 2009

Attacchi di panico
per i figli «separati»

Vivere gravi esperienze di distacco dai propri genitori, come la morte di uno dei due o la loro separazione, può aumentare il rischio di ammalarsi di attacchi di panico nei bambini geneticamente predisposti. E il risultato di una ricerca condotta dall’Universita Vita-Salute San Raffaele di Milano e pubblicata sugli «Archives of generai psychiatry».

Lo studio e stato realizzato grazie anche alla collaborazione con centri internazionali come il Norwegian Institute of Public Health, il Queensland Institute of Medical Research di Brisbane (Australia) e il Virginia Institute of Psychiatry and Behaviòural Genetics di Richmond (Usa). «Per molti anni - spiegano i ricercatori milanesi - si e ipotizzato che bambini con elevata ansia da separazione, cioe che tollerano male le circostanze di allontanamento dai genitori (come il primo giorno di scuola, l’andare a dormire dai nonni o l’addormentarsi da soli nella propria stanza) fossero a maggiore rischio di sviluppare, una volta divenuti giovani adulti, il disturbo di panico con agorafobia, caratterizzato da improvvisi e violenti sintomi fisici (batticuore, senso di soffocamento, vertigini) e psichici (paura di morire, senso di catastrofe imminente). Tuttavia è rimasto a lungo oscuro quali fossero le cause che legano ansietà nel separarsi da genitori nell’infanzia e senso di soffocamento e panico da adulti».

Le cause di quest’aumento del rischio, però, non erano mai state dimostrate ora, grazie allo studio del San Raffaele, si e fatta luce sui motivi che possono far insorgere con più probabilita i disturbi da panico nelle persone predisposte. I ricercatori, in particolare, hanno studiato piu di 700 gemelli del Registro Nazionàle Norvegese: questo perché proprio nei gemelli e piu facile separare in modo chiaro le cause genetiche di una malattia da quelle ambientali. Attraverso interviste approfondite su eventi di separazione precoci e sulla presenza di sintomi ansiosi nell’arco della vita, gli scienziati hanno cosi cercato di ricostruire la storia di ciascun gemello per sapere se vi erano nella loro vita eventi o traumi da separazione.

In un secondo tempo, ciascun gemello è stato sottoposto ad un test di respirazione per capire se era a rischio di attacchi di panico. In questo test viene fatta respirare alla persona una miscela d’aria ricca di anidride carbonica se si verifica una iperventilazione (cioe il respiro diventa troppo veloce) e la persona reagisce con un picco di ansia, significa che è a rischio di attacchi. Con questa strategia, i ricercatori hanno visto che le persone con attacchi di panico erano significativamente più numèrose tra i gemelli che da piccoli avevano subito dei traumi da separazione. Non solo: hanno anche visto che la separazione precoce dai genitori può modificare là respirazione del piccolo in modo stabile, probabilmente per tutta la vita.

«Le implicazioni di questa ricerca - spiega Marco Battaglia, professore di psicopatologia dello sviluppo al San Raffaele e direttore dello studio - sono molteplici sia dal punto di vista della diagnosi precoce sia della prevenzione. Una di queste è che i bambini che manifestano una particolare riluttanza a separarsi dai genitori meritano particolare attenzione incoraggiarli a fare delle piccole e progressive esperienze di allontanamento puo giocare un ruolo preventivo e terapeutico Sebbene lo studio dimostri l’importanza dei geni per spiegare le relazioni tra ansia da separazione in eta di sviluppo e panico in età adulta, modificare l’ambiente e il patrimonio di esperienze dei bambini, anche attraverso programmi psicoterapeutici dedicati, potrebbe non solo curare questi bambini ma anche provocare importanti variazioni nella stessa espressione genetica, cioè nelle modalità con le quali l’informazione nel Dna viene ‘letta e tradottà in proteine e, in ultima analisi, nei comportamenti».

a.ceresoli

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