Azzardo, smettiamola di chiamarlo solo un gioco

Azzardo, smettiamola
di chiamarlo solo un gioco

Il gioco d’azzardo è la terza industria italiana. Nella sola città di Bergamo si spendono 204 milioni di euro in gioco, con un esborso pro-capite, minori compresi, di 2.500 euro l’anno (1.700 in provincia). Numeri inaccettabili che hanno portato Ats Bergamo con il Tavolo provinciale di prevenzione gioco d’azzardo patologico (Gap), il Comune di Bergamo e L’Eco di Bergamo a intervenire con «Azzardo Bastardo», la campagna di comunicazione che arriva al suo 3° anno e che riafferma, forte e chiaro che chi gioca ha già perso ogni scommessa.

Il progetto partito nel 2014, ha visto realizzare interventi di informazione rispetto a una piaga sempre più diffusa. «Non esistono limiti di età per chi gioca, né differenze sociali e culturale. Emerge chiaramente dai nostri studi, così come appaiono evidenti quali siano i problemi causati da questa patologia. Dobbiamo smettere di chiamarlo semplicemente “gioco”» - afferma Luca Biffi, responsabile dell’unità operativa prevenzione e interventi di prossimità di Ats, che si occupa di prevenzione delle dipendenze. Ats Bergamo, in collaborazione con le tre Asst orobiche, porta avanti diversi progetti di prevenzione che coinvolgono i diversi ordini di scuola.

Contemporaneamente sono stati attivati percorsi formativi per i moltiplicatori del territorio: assistenti sociali, agenti di polizia locale, amministratori, volontari, delegati sindacali, agenti sociali degli sportelli territoriali dei sindacati pensionati. Fondamentale, inoltre, la formazione obbligatoria per gli operatori dell’allora Asl e il privato sociale e per i gestori di «locali slot» attivata dall’ottobre 2014. A loro è stato dedicato anche il codice etico di autoregolamentazione redatto con l’obiettivo di responsabilizzare gli esercenti dei locali. Un importante passo avanti che, grazie alla collaborazione di Ascom e Confesercenti ha visto l’adesione di 248 locali, con punte dell’80% nell’Alto Sebino e del 50% nel territorio di Seriate. Inoltre, con un’azione di governance condivisa, è stata avviata l’interlocuzione con i Comuni che ha portato alla presentazione e al finanziamento di 15 progetti, di cui 14 con una dimensione di ambito territoriale.

Impegno comune

«Grazie al progetto è aumentata la sensibilità del territorio rispetto a un problema comune che può essere affrontato solo con un impegno trasversale. Ad esempio, il Comune di Dalmine ha previsto sgravi fiscali per i gestori dei locali che aderiscono al codice etico, il Comune di Seriate ha messo a punto un piano di controlli sui locali condiviso con Ascom e con la polizia locale in cui l’attività di controllo è preceduta da quella esplicativa - dice Biffi -. E la prospettiva è quella di continuare in questa direzione, estendendo i regolamenti ad altri Comuni e sensibilizzando sempre più persone».

Il codice etico

Nel corso del 2017 si valuterà la possibilità di promuovere il codice etico anche tra tabaccai e distributori di gratta e vinci, si porteranno avanti progetti di formazione e si supporteranno i Comuni nella stesura dei regolamenti locali. Inoltre, si coinvolgeranno anche le associazioni antiusura e le banche, rafforzando l’attività di conoscenza con la collaborazione dell’Osservatorio delle dipendenze.

Il 7 marzo prossimo, al congresso nazionale «Gioco d’azzardo patologico - dalla Neurobiologia sperimentale alla clinica» (organizzato a Bergamo dal Cnr – Istituto di Neuroscienze e Asst Papa Giovanni XXIII, Mara Azzi, direttore generale dell’Ats di Bergamo, presenterà il piano d’azione Gap in provincia di Bergamo e le azioni in programma per quest’anno.


© RIPRODUZIONE RISERVATA