Maratoneti, occhio
a muscoli e ossa

Ora che la bella stagione sta entrando nel vivo sono molte le persone che, dopo la pausa invernale, vogliono riprendere a praticare sport in forma amatoriale. Capita infatti molto spesso in questo periodo di imbattersi in runner o in ciclisti più o meno in forma che fanno allenamento lungo le strade meno trafficate o lungo le piste ciclabili.

Muoversi nel modo giusto

Praticare attività fisica è importante, tutti gli studi scientifici lo confermano, ma è altrettanto importante farlo in modo corretto e calibrato in base alle condizioni specifiche del proprio organismo. C’è infatti il rischio, qualora si dovessero effettuare sforzi eccessivi o sostenere carichi di lavoro non adeguati alle proprie capacità, di incorrere in problemi fisici. Parliamo in particolare di infortuni che possono verificarsi all’apparato muscoloscheletrico, soprattutto quando si riprende a fare attività fisica dopo un periodo più o meno lungo di inattività.

Iniziare gradualmente

Per questo motivo uno degli ortopedici che lavorano in Habilita, Giovanni Ravasio, del Poliambulatorio San Marco di Bergamo, indica l’approccio corretto all’attività sportiva dopo un periodo di sosta. «Il rischio di infortunio nello sportivo amatoriale, soprattutto dopo un periodo di inattività, - spiega il dr. Ravasio - è più elevato, in quanto le strutture muscolo - scheletriche non sono preparate carichi di lavoro più intensi e repentini. Di conseguenza è sempre meglio approcciarsi all’attività sportiva in maniera graduale e facendo una preparazione congrua allo sport che si vuole praticare. Quindi, prima dell’estate, in occasione di eventuali tornei calcistici, di pallavolo, di beach volley o altri sport di movimento o di contatto, è sempre meglio un’adeguata preparazione atletica per ridurre il rischio di traumi e infortuni. Questo è un discorso che vale però anche in altri periodi dell’anno, non soltanto in estate. Ad esempio in autunno, per gli amanti dello sci, è sempre consigliabile fare una preparazione atletica che prepari l’organismo a determinati movimenti e sollecitazioni. Per chi pratica lo sport senza un’adeguata preparazione fisica il rischio di traumi distorsivi alle grandi e piccole articolazioni o di lesioni muscolo tendinee è alto».

L’importanza dello specialista

Nel caso in cui si verificassero infortuni di questa natura qual è lo specialista a cui è necessario rivolgersi? «Lo specialista più indicato per infortuni di questa natura – spiega il Dr. Ravasio – è proprio l’ortopedico che si occupa di patologie muscoloscheletriche. In particolar modo si dovrebbe rivolgere allo specialista chiunque avesse dei problemi articolari o muscolo-tendinei in seguito a sovraccarichi funzionali o dopo un trauma. L’ortopedico si occupa infatti di curare tutte le grandi e piccole articolazioni del nostro corpo e tutte le strutture dell’apparato muscoloscheletrico. Attualmente la chirurgia tende all’iperspecializzazione; di conseguenza anche la tendenza dell’ortopedia è quella di dedicarsi ad aspetti specifici. In particolare io mi dedico alla chirurgia di ginocchio e dell’anca e alla traumatologia dello sport, occupandomi da anni di atleti professionisti di diverse discipline, ed in particolare di calcio, visto che attualmente sono medico sociale del Milan calcio».

Quindi lei visita solo persone con problemi all’anca o al ginocchio? «Assolutamente no. Io visito chiunque abbia una patologia ortopedica, a prescindere da quale distretto sia coinvolto. Per quanto riguarda l’ambito chirurgico invece tendo a dedicarmi, oltre alla traumatologia dello sport, a patologie legate al ginocchio e all’anca e ai traumi sportivi».

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