Ottica adattiva, presto diagnosi precoci per identificare le alterazioni oculari

Ottica adattiva, presto diagnosi precoci
per identificare le alterazioni oculari

L’alta risoluzione resa possibile dalla tecnologia ad ottica adattiva consentirà presto di poter diagnosticare con anni di anticipo rispetto al presente le alterazioni oculari dovute al diabete, al glaucoma ed alla degenerazione maculare legata all’età. Su questo tema interverrà, il prossimo giovedì 11 dicembre all’IRCCS Fondazione G.B. Bietti, Joseph Carroll, tra i massimi esperti internazionali dei nuovissimi dispositivi ad immagini basati sull’ottica adattiva, in un seminario dal titolo «In Vivo Imaging of Human Cone Photoreceptor Inner Segments».

La tecnologia ad ottica adattiva consente al medico di poter esaminare i tessuti oculari ad una risoluzione comparabile a quanto è stato finora possibile solo in laboratorio sui preparati istologici.

L’oftalmoscopia digitale ad ottica adattiva consente di osservare le microstrutture retiniche con una risoluzione spaziale fino a 2 micrometri (1 micrometri = 1 millesimo di millimetro). Tale risoluzione consente la visualizzazione delle singole cellule, dei capillari e delle fibre nervose retiniche, non valutabili con la strumentazione di diagnostica per immagine oggi impiegata di routine.

L’IRCSS Fondazione G.B. Bietti di Roma è all’avanguardia nell’applicazione clinica dell’ottica adattiva. Presso il Centro di Trials Clinici della Fondazione G. B. Bietti sono in corso vari progetti di ricerca clinica, di respiro internazionale, sull’applicazione clinica dell’oftalmoscopia ad ottica adattiva per la diagnosi precoce delle malattie oculari. I risultati fin qui ottenuti sono stati pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche nel campo dell’Oftalmologia ed hanno dimostrato come l’ottica adattiva possa rappresentare un potente strumento per la diagnosi precoce della retinopatia diabetica (prima causa di cecità negli adulti in Italia) e della Degenerazione Maculare legata all’età (prima causa di cecità per gli over 65 in Italia). Il responsabile scientifico e clinico dei progetti sull’ottica adattiva è Marco Lombardo, da anni impegnato nello sviluppo di questa tecnologia per applicazioni cliniche in Oftalmologia. La collaborazione con il prof. J. Carroll nasce con l’intento di creare un network internazionale che possa integrare le conoscenze e l’esperienza dei due gruppi di ricerca verso l’unico fine di accelerare l’uso clinico di questa tecnologia.

La tecnologia ad ottica adattiva è stata originariamente sviluppata nella seconda metà degli anni ’80, in ambiente militare, per rendere nitide le immagini di oggetti spaziali acquisite dai telescopi terrestri. Nel 1992 gran parte dell’informazione militare è stata declassificata, consentendo un progressivo utilizzo dell’ottica adattiva in tutti i campi di ricerca dell’ottica applicata, inclusi l’astrofisica, la microscopia e l’oftalmologia.


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