Vene varicose Movimento e dieta

Vene varicose
Movimento e dieta

Le donne le più colpite. La malattia varicosa è ereditaria e tende a cronicizzarsi nei soggetti predisposti.

Formicolio, crampi notturni o senso di pesantezza alle gambe possono essere spie di patologie vascolari più o meno importanti. «In presenza di questi sintomi, è bene rivolgersi allo specialista – spiega Claudio Pecis, chirurgo vascolare di Humanitas Gavazzeni - per escludere o confermare la presenza di patologie importanti attraverso un ecocolordoppler, esame non invasivo e indolore».

A seconda della malattia venosa, oggi è possibile intervenire con diversi trattamenti. Quando l’intervento chirurgico è necessario per l’occlusione di tronchi della vena safena, si può procedere con l’occlusione laser, radiofrequenza o colle cianoacriliche. «Grazie alle innovative tecniche microchirurgiche – spiega lo specialista - possiamo trattare anche le recidive varicose in pazienti che hanno effettuato un intervento di safenectomia, oltre ad asportare con la flebectomia varici o vene varicose in pazienti che non hanno incontinenze o reflussi patologici nella grande e piccola safena. Purtroppo, non sono interventi definitivi perché la malattia venosa è cronica e richiede controlli e trattamenti successivi negli anni».

Esistono terapie per la risoluzione dell’insufficienza venosa cronica che si effettuano senza anestesie particolari. È il caso del trattamento mininvasivo con colle cianoacriliche; «si tratta di sostanze biocompatibili che, dopo essere state usate per 40 anni nella chirurgia open, negli ultimi 2 anni sono entrate nella flebologia – spiega il dottor Pecis –, rendendo il gesto chirurgico più facile». Al termine di questo trattamento il paziente torna alle attività quotidiane senza dover applicare una terapia compressiva. Le dimissioni sono a poche ore dalla fine della procedura e le visite di controllo con ecocolordoppler sono programmate a una settimana, sei mesi e un anno. «I benefici per il paziente sono diversi – spiega il dottor Pecis -. Grazie alla mininvasività, il trattamento non prevede ferite chirurgiche e può essere effettuato in qualsiasi stagione dell’anno, anche nei periodi caldi. Questa particolare tecnica si presta al trattamento di pazienti con vene superficiali o di pazienti che, per varie ragioni (scarsa mobilità, problemi di peso, trattamenti farmacologici o presenza di pacemaker) non possono usufruire di un trattamento termoablativo mininvasivo e sono difficilmente trattabili con le procedure chirurgiche».

La prevenzione e il corretto trattamento della patologia sono indispensabili. «È necessario seguire uno stile vita sano – conclude il dottor Pecis –, fare movimento regolare e tenere sotto controllo il peso. La malattia varicosa è ereditaria e tende a cronicizzarsi nei soggetti predisposti. Le donne sono le più colpite da queste problematiche, ed è buona cosa monitorare la propria sfera ormonale ginecologica che influisce parecchio sulla circolazione venosa» .


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